martedì, 23 Aprile 2024
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L’abbraccio dei ragazzi trevigiani a papa Francesco

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I 1.500 ragazze e ragazzi neo-cresimati della Diocesi di Treviso hanno incontrato a Roma il pontefice

Papa Francesco ha consegnato loro i tradizionali ovetti di cioccolato e, soprattutto, un invito speciale. Si è concluso in queste ore il pellegrinaggio a Roma dei 1.500 ragazzi e ragazze cresimati della diocesi di Treviso. I giovanissimi, guidati dal vescovo Michele Tomasi, hanno partecipato all’udienza generale della mattina di mercoledì 3 aprile e una delegazione ha poi incontrato personalmente il pontefice. “Con la forza dello Spirito Santo che nella Cresima vi conferma come battezzati, figli di Dio e membri della Chiesa, possiate essere pietre vive per costruire la comunità cristiana”, è il compito affidato loro dal Santo Padre.

Accompagnati oltre che dal vescovo, da una trentina di sacerdoti, da alcune cooperatrici pastorali e dai propri catechisti e catechiste, i ragazzi hanno concluso in piazza San Pietro una “tre giorni” diventata ormai una tradizione e che ogni anno registra un nuovo record di partecipazione (ben 27 i pullman partiti quest’anno), anche grazie a un’organizzazione che comincia mesi prima, con l’impegno dell’ufficio diocesano per l’Annuncio e la catechesi e del Seminario.

Tre le tappe delle giornate romane: nella basilica di San Paolo fuori le mura, lunedì 1° aprile, alla scoperta di una bella compagnia di santi, il percorso tra il Colosseo e la basilica di San Pietro, con le catechesi dedicate a tre doni dello Spirito Santo: la Sapienza, la Fortezza e il Consiglio, fino a mercoledì, con l’udienza di papa Francesco. Anche il vescovo Michele aveva rivolto agli adolescenti un invito durante la messa di martedì sera nella basilica di San Pietro, davanti alla tomba dell’apostolo: “Gesù Cristo è il Signore, maestro e amico, sostegno della nostra vita, perché ci ha chiamati per nome, come ha fatto con Maria Maddalena, che per questo lo ha riconosciuto risorto. Il giorno di Pentecoste erano tremila le persone battezzate dagli apostoli. Noi qui siamo più di 1.500. Ciascuno, al ritorno a casa, scelga un amico e gli annunci la bellezza della vita nella comunità cristiana, la bellezza della vita che si dona: diventeremo 3mila e molti di più, e potremo gioire insieme, sentendoci chiamati per nome”.

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