mercoledì, 22 Maggio 2024
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Palestina, aula Ederle occupata. Gli studenti chiedono un incontro con la Rettrice

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Chiedono alla Rettrice un incontro pubblico dopo che all’ultimo senato accademico la celere ha impedito ai manifestanti la partecipazione alla discussione della mozione presentata.

“Stop agli accordi con Israele”: studentesse e studenti vogliono ottenere il boicottaggio delle università israeliane e delle aziende legate ad Israele.

Chiedono alla Rettrice un incontro pubblico dopo che all’ultimo senato accademico la celere ha impedito ai manifestanti la partecipazione alla discussione della mozione presentata.

“Stamattina come studentesse e studenti dell’Università di Padova abbiamo interrotto parte dell’attività didattica a Palazzo Bo per ottenere le risposte che Mapelli ci deve. Ha chiesto lei la militarizzazione dell’ingresso dell’università? Ritiene che impedire di discutere la mozione di un’assemblea studentesca sia nell’interesse di Unipd?” incalzano i militanti di Spazio Catai e Potere al Popolo.

“Il boicottaggio accademico è fondamentale per contribuire ad isolare Israele sul piano internazionale e attaccare direttamente il sostegno tecnologico e culturale che le università forniscono ad un governo genocida. Noi siamo pronti a discuterne nel merito, un atto di democrazia che l’università ci ha finora negato. Invitiamo tutta la cittadinanza e l’università domani pomeriggio alle 17:30 nel cortile di Palazzo Bo per un’assemblea pubblica, mentre rimarremo in Aula Ederle finché la Rettrice non ci darà appuntamento per un confronto pubblico.”

Le richieste

Tra le richieste alla rettrice anche l’interruzione dell’accordo con Eni, la cui proroga prevista per il 27 maggio è imminente. “Il boicottaggio ci riguarda tutti: Eni è pronta a lucrare sulle risorse di una Striscia di Gaza rasa al suolo, ed è italiana come le istituzioni e il governo Meloni che sceglie di assecondare l’escalation e la pulizia etnica, piazzandosi al terzo posto dietro USA e Germania nella classifica di export di armi verso Israele”

In una mozione presentata già a dicembre gli stessi studenti dell’assemblea del Polo Beato Pellegrino affermano di essere “convinti che solo la forza delle idee, della conoscenza e del sapere possano emancipare l’essere umano dalla violenza, dall’ignoranza e dalla guerra. Tale convinzione si fonda sulla nostra appartenenza all’istituzione universitaria e al suo impegno in difesa dei diritti umani, oggi un tema quantomai urgente.”. All’Università si contesta quindi di andar contro il proprio statuto nel non prendere posizione contro l’occupazione e il genocidio in Palestina.

Nel pomeriggio l’aula rimarrà aperta a chi vorrà unirsi alla protesta e partecipare alle iniziative.