mercoledì, 22 Maggio 2024
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Per Quinto, Miglioranza: “Se verremo eletti, rispetto e comunicazione saranno le nostre parole d’ordine”

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Luca Miglioranza: “Siamo una lista civica, libera da tutti quei meccanismi e quelle dinamiche interne di partito che in questi anni hanno logorato Quinto”

Dopo l’immobilismo degli ultimi anni, a Quinto di Treviso si punta alla ripartenza. Farlo non sarà semplice: tanti i temi caldi da portare avanti, a prescindere da chi alla fine della corsa elettorale spunterà il titolo di sindaco. Fra i candidati in corsa vi è anche Luca Miglioranza, sostenuto dalla lista civica “Per Quinto”: non nasconde le difficoltà che dovrà affrontare se siederà al parlamentino quintino, ma nemmeno la speranza di riuscire a fare del bene per la propria comunità.

Da dove partirebbe nei primi cento giorni di mandato, se fosse eletto?

Non abbiamo progetti faraonici in mente, ma azioni concrete e necessarie che rispondano ai reali bisogni del paese e dipenderà molto anche dalle finanze che avremo a disposizione. Qualche cosa nello specifico l’abbiamo già in mente: la sistemazione della pista di atletica, la conclusione dei lavori di ristrutturazione del municipio, le piste ciclabili di collegamento, un nuovo centro polifunzionale, tutte quelle opere di mitigazione e di compensazione dell’aeroporto… La prima cosa da fare in assoluto però è far ripartire la macchina amministrativa: va risolto il problema del deficit di in municipio ma anche nella polizia locale.

Sarò sincero: vedo che anche altre liste puntano sui nostri stessi temi, ma di fatto sono proprio queste le cose che servono a Quinto per ripartire.

Perché allora scegliere proprio la sua lista?

Perché siamo una lista civica, libera da tutti quei meccanismi e quelle dinamiche interne di partito che in questi anni hanno logorato Quinto.

Mi chiedo come possa essere credibile una lista che abbia al suo interno alcuni di quegli stessi amministratori che in questi anni sono stati immobili: come noi, anche loro stanno presentando un programma basato sui reali problemi del territorio, ma perchè dovrebbero incominciare a fare qualcosa adesso, se finora non hanno fatto nulla? Sembrano dimenticarsi del fatto che un’amministrazione è formata da un sindaco e da assessori e consiglieri cui è data la possibilità di fare del bene per la comunità e se non viene fatto ci vanno di mezzo i cittadini. Su questo non si gioca, la vediamo come una mancanza di rispetto che secondo noi invece è fondamentale per amministrare: il rispetto per tutti i cittadini, a prescindere dal loro colore politico, sarà la nostra parola d’ordine.

Cosa è mancato in quest’ultima amministrazione?

La comunicazione e la cooperazione. Con i cittadini in primis, ma non solo. La crisi tra la Lega e la sindaca Sartori hanno portato all’ibernazione della macchina amministrativa, con la conseguenza di aver perso numerosissime occasioni per il paese, anche in collaborazione con altri Comuni. E, quel che è peggio, in tutto questo tempo il territorio è rimasto all’oscuro di ciò che stava succedendo davvero.

Sono mancati dialogo e confronto e noi è proprio su questo che lavoreremo: vogliamo riavvicinare i cittadini al Comune, colmando questo vuoto lasciato dall’amministrazione Sartori.

Come si immagina il futuro di Quinto?

Ho un sogno: ridare un’anima alla mia alla mia cittadinanza. Vorrei che chi vive a Quinto ne fosse orgoglioso, come accade già in tantissime altre realtà comunali. La storia c’è anche qui, ma va ricostruita perché ad oggi qui le persone non si riconoscono col loro territorio.

Una lista molto variegata, la vostra…

È composta da persone del mondo dell’associazionismo, imprenditori, pensionati… Tutte persone di cui mi fido, alcune hanno già fatto o fanno parte di altre amministrazioni comunali e dunque sanno come far ripartire un Comune come il nostro perché hanno l’esperienza giusta per farlo: tutto questo mi dà sicurezza e speranza per Quinto.

E i giovani?

A Quinto c’è molto da fare anche per loro. A partire dal comprendere quale sarà il destino delle nostre scuole: le esigenze delle famiglie sono cambiate, servono nuove risposte. Lo stesso vale per i nostri ragazzi: solo coinvolgendoli e ascoltandoli riusciremo a dare loro risposte valide. Noi è proprio questo che ci poniamo di fare: ascoltare. Solo dopo aver ascoltato si potremo creare insieme una Quinto migliore.

Gaia Zuccolotto

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