sabato, 18 Maggio 2024
HomeVicentinoVicenzaPiù del doppio i carcerati al San Pio X di Vicenza: la...

Più del doppio i carcerati al San Pio X di Vicenza: la percentuale di affollamento è del 120%

Tempo di lettura: 2 minuti circa

Pochi gli agenti di polizia penitenziaria, scarsi anche educatori e psicologi

L’incontro sul carcere a Vilal Tacchi: al centro Angela Barbaglio. A destra, Luisa 

“Basta suicidi in carcere e di carcere!”. È stato il leit motiv dell’incontro che s’è svolto a VillaTacchi a Vicenza, promosso dalla garante dei diritti Angela Barbaglio. Hanno aderito la Camera Penale, il tavolo Giustizia Riparativa, l’amministrazione comunale (con la presidente della commissione servizi alla popolazione Luisa Consolaro, l’assessore Matteo Tosetto e la consigiera comunale Sara Maran) e la Commissione Diritti umani dell’ ordine degli avvocati.

Barbaglio, citando le parole del Capo dello Stato, ha ricordato che la comunità carceraria è parte viva della società e ha ricordato anche l’art. 27 della Costituzione che cita la rieducazione alla vita civile.
Luisa Consolaro, presidente della Cmmissione Servizi alla popolazione

In Italia ben 31 detenuti suicidi quest’ anno, ma anche 3 suicidi tra le guardie penitenziarie. A Vicenza il tasso di sovraffollamento è al 120 per cento, 365 sono detenuti in un edificio non adatto a questi numeri: si lamentano molte rotture nell’impianto del riscaldamento e in quello elettrico sempre sovraccarico. Esistono aree ricreative degradate ma fortunatamente in fase di ammodernamento, grazie anche l’ aiuto della Bertoliana.

Sono 170 gli agenti della polizia penitenziaria, ma solo 90 sono effettivi nelle sessioni. Pochi anche gli educatori e gli psicologi: lo sostiene il dottor Stefano Tolio, da 15 anni responsabile medico del carcere. il rischio di suicidi rimane sempre molto alto.
Dentro il carcere si può far ben poco: è più importante promuovere, continua il dott. Mantovan, la cultura di chi sta fuori dalle mura del carcere. Il carcere deve riabilitare! Conclude Sara Maran citando Turati: “Non lasciamo che il carcere diventi un cimitero per i vivi o addirittura la peggior scuola per i delinquenti”.