mercoledì, 22 Maggio 2024
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Porti di Venezia e Chioggia, avviata la redazione dei due piani regolatori

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Il percorso prevede un cronoprogramma di 18 mesi di lavoro, più i tempi per le fasi di approvazione amministrativa

Via libera al percorso di redazione dei due piani regolatori portuali (PRP) degli scali di Venezia e Chioggia. Operazione doverosa dato che il piano regolatore vigente del Porto di Venezia risale al 1965 per l’area di Porto Marghera e al 1908 per le aree interessate del centro storico di Venezia, mentre quello di Chioggia al 1981. In questo senso è stato costituito un gruppo di lavoro – composto dai tecnici dell’Autorità di Sistema Portuale e dal raggruppamento temporaneo d’imprese composto dalle società Rina, StudioPaolaViganò, Acquatecno e Mtbs – che si concentrerà dapprima sulla definizione del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS) – da concludere entro il 2024 e approvare nei primi mesi del 2025.

Il cronoprogramma prevede 18 mesi di attività a cui vanno aggiunti i tempi per le fasi di approvazione amministrativa quali conferenze dei servizi, intese, VAS e VINCA, dove fondamentale sarà il coinvolgimento della Regione del Veneto, dei Comuni di Venezia, Chioggia, Cavallino Treporti, e Mira.

“Vogliamo procedere con la massima determinazione – spiega il presidente di AdSPMAS (l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale) Fulvio Lino Di Blasio – avviare un percorso concreto e dare una risposta alle numerose richieste dei nostri operatori che con noi vogliono costruire il futuro del porto in relazione agli andamenti del mercato e all’evoluzione del nostro difficile contesto. Il team di lavoro, composto da società di rilevanza internazionale che lavoreranno a stretto contatto con lo staff tecnico dell’Autorità, potrà contare anche sull’importante e prestigioso contributo scientifico dell’Università La Sapienza di Roma, che vanta una specifica esperienza nella redazione dei piani regolatori portuali. Il nostro obiettivo e principio guida è lavorare alla crescita e all’efficientamento dell’attività portuale e logistica, contribuire alla piena
valorizzazione delle aree portuali, retroportuali e di interazione con le nostre comunità, secondo una visione di sviluppo sostenibile che non può che essere pienamente condivisa con le istituzioni e gli attori coinvolti e beneficiari di tale processo”.

Riccardo Musacco