martedì, 28 Maggio 2024
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Redditi nei paradisi fiscali, due imprenditori trevigiani rimborsano 2,4 milioni di tasse

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Avevano depositato 4,2 milioni di euro in Svizzera e a Montecarlo: individuati dalla Guardia di Finanza

Dovranno restituire al Fisco 2,4 milioni di euro. Ovvero l’importo complessivo delle tasse evase, più sanzioni e interessi, da due imprenditori trevigiani sui redditi portati in paradisi fiscali esteri. I due industriali, attivi uno nel settore metalmeccanico e l’altro in quello dei mobili per ufficio, avevano cercato di occultare 4,2 milioni di euro su due conti correnti aperti in filiali di banche con sede in Svizzera e nel Principato di Monaco. La Guardia di Finanza, però. è risalita ai titolari e ha ottenuto il totale rimborso delle somme eluse.

“L’adesione dei contribuenti agli avvisi di accertamento, emessi dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei rilievi fiscali formulati dai finanzieri del Gruppo di Treviso spiega in una nota il Comando provinciale delle Fiamme Giallegiunge al termine di indagini che avevano permesso di ricostruire, anche attraverso l’attivazione dei canali di cooperazione amministrativa internazionale (tramite il II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza, punto di raccordo per la collaborazione con i Paesi esteri), l’entità delle somme che i due contribuenti avevano trasferito all’estero, omettendo di dichiararli al Fisco italiano”.

I conti correnti, peraltro, non erano intestati direttamente ai due imprenditori, ma a altri soggetti giuridici creati apposta, in paesi offshore, con l’intento di schermare ulteriormente i titolari effettivi delle cospicue somme e rendere ancora più difficoltosa la loro individuazione. Gli elementi raccolti dai finanzieri, però, hanno permesso di ricondurre i soldi,  depositati sui rapporti bancari esteri, ai due contribuenti e di sottoporli a tassazione in Italia ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto. Sono stati così recuperati quasi 2 milioni di euro.

Le contestazioni fiscali erano giunte a conclusione di una complessa indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Firenze, nel cui ambito era stato accertato come diverse persone fisiche residenti in Italia avessero trasferito in paesi stranieri considerati “a fiscalità privilegiata”, ingenti disponibilità finanziarie. Il tutto avvalendosi di una organizzazione criminale a carattere transnazionale, dedita all’abusiva attività di raccolta del risparmio a beneficio di banche svizzere.

“L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso – sottolinea ancora il Comando provinciale – ha avuto il fine di tutelare le casse dell’Erario rispetto a condotte fraudolente, attuate mediante l’illecito trasferimento e la detenzione all’estero di disponibilità finanziarie, in violazione della normativa nazionale sul monitoraggio fiscale, che impone invece la segnalazione all’amministrazione finanziaria di ogni attività detenuta all’estero, così da limitare la possibilità di occultare proventi illeciti al di fuori del territorio dello Stato e ottenere indebiti risparmi d’imposta”.

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