martedì, 21 Maggio 2024
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Rovigo, blitz della Guardia di Finanza contro il lavoro nero

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Le Fiamme gialle di Rovigo hanno trovato diversi lavoratori irregolari in Polesine

Su disposizione del Comando Provinciale di Rovigo sono stati intensificati i controlli in materia di lavoro nero su tutto il territorio polesano. Coordinati e diretti dal Gruppo di Rovigo sono stati avviati pertanto numerosi accertamenti che hanno visto il coinvolgimento, oltre che dello stesso Gruppo, anche delle Tenenze di Loreo, Adria, Occhiobello e Lendinara.
Proprio sul territorio di quest’ultima Tenenza, è stata portata a termine l’ultima operazione nel corso della quale è stato eseguito un accesso presso un’attività di ristorazione, accertando la presenza di 3 lavoratori con mansione di lavoro subordinato in qualità di camerieri e pizzaioli in mancanza della preventiva Comunicazione Obbligatoria di assunzione al Centro per l’impiego.

Maxi sanzione

Nei confronti della predetta attività economica, i militari, oltre all’accertamento della cosiddetta maxi sanzione per le violazioni alla legislazione sociale con importi che vanno dai 1.950 ai 11.700 euro per lavoratore, hanno inoltrato la comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro di Rovigo per l’eventuale sospensione dell’attività imprenditoriale, avendo impiegato lavoratori in nero nella misura pari o superiore al 10% del personale identificato all’atto dell’accesso.

Nel complesso, dall’inizio dell’anno sono stati eseguiti ben 14 interventi che hanno portato alla individuazione di 11 lavoratori irregolari o in nero. I settori interessati sono stati: la ristorazione, l’autoriparazione, il manifatturiero, i pubblici esercizi, agricoltura.
Nel caso dei lavoratori “in nero”, la loro posizione non è riconosciuta ai fini pensionistici e, inoltre, gli stessi non hanno nessuna copertura ai fini assicurativi in caso di infortunio sul lavoro.

Il fenomeno – spesso associato alla immigrazione irregolare – e` piaga per l’intero sistema economico perché sottrae risorse all’erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e produce una competizione sleale con le imprese oneste.
L’attività svolta testimonia l’incessante azione di contrasto a tutte le forme di illegalità che inquinano il mondo delle imprese, contrastando coloro che sottraggono risorse all’Erario, creano un sistema di sleale concorrenza
rispetto agli imprenditori onesti, che sostengono maggiori oneri e sfruttano i lavoratori, spesso sottopagati e non assicurati.