martedì, 21 Maggio 2024
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Strada di Gronda: parte l’iter amministrativo. Obiettivo cantieri nel 2026

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La strada della gronda dovrebbe alleggerire la congestione quotidiana sullo svincolo di Verona Nord, e in generale in tutti i quartieri della città.

Strada di Gronda, si parte con l’iter amministrativo. Il primo step è il cronoprogramma che elenca i macro passaggi per arrivare all’obiettivo di cantierizzare l’opera nel 2026. Nel 2024, intanto, la progettazione e nel 2025 le approvazioni, la conferenza dei servizi e tutte le autorizzazioni necessarie per l’esecuzione dei lavori.

Nel documento redatto dagli Uffici vi sono anche la descrizione dell’opera nei diversi tratti che la compongono e le previsioni di spesa.

Questo è il primo atto formale che segue all’accordo siglato lo scorso ottobre per la realizzazione del collegamento viario a nord ovest della città di Verona, tra la bretella T4-T9 in corrispondenza dell’interporto di Verona e la tangenziale sud in corrispondenza con lo svincolo ‘Alpo’.

L’accordo garantisce anche la copertura finanziaria dell’opera, che vi ha destinato i 53 milioni di euro in passato destinati al cosiddetto traforo delle Torricelle e mai realizzato.

I prossimi step

Le prossime fasi riguardano il documento di fattibilità delle alternative progettuali, ovvero lo studio delle soluzioni migliori in termini di svincoli e viabilità; quindi l’inserimento dell’intervento nel programma triennale dei lavori pubblici, la predisposizione del documento di indirizzo alla progettazione per arrivare ad appaltare le diverse fasi di progettazione di un’opera ritenuta strategica per scaricare i quartieri di Verona Sud dal traffico di attraversamento e dal traffico pesante.

La realizzazione della strada di gronda, infatti, si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione viaria di questa parte del territorio di cui fa parte anche la Variante alla Statale 12, il progetto del ribaltamento del casello di Verona Sud, la realizzazione della linea ferroviaria Alta velocità. Una visione di ampio respiro e coerente che si traduce in opere che vogliono essere risolutive e ispirate ad un modello di città sempre più attrattiva e vivibile, anche sul fronte della mobilità privata.

Il nuovo progetto prevede la sistemazione degli attuali svincoli di ingresso e uscita così come la realizzazione di una nuova bretella a due corsie per senso di marcia comprensivi di svincoli su via Mantovana, via Chioda, via Sommacampagna, oltre a quelli all’altezza dell’Alpo e della bretella t4-t9 Fenilon/San Massimo.

I benefici

Un’opera che alleggerirà la congestione quotidiana sullo svincolo di Verona Nord, come confermano i modelli di simulazione trasportistici: la bretella sarà un bypass da nord a sud su cui verrà scaricato il traffico che oggi interessa strade cittadine come via Albere e via Mantovana e anche per le direzioni che interessano Viale del Lavoro; si potrà finalmente evitare di entrare in città, nei quartieri o circumnavigare il centro storico, perché ci saranno collegamenti diretti da nord a sud e svincoli ad hoc per inserirsi nelle arterie collegate. Ne beneficeranno tutti i quartieri della città, in particolare a sud e a ovest, sempre più interessati da un traffico, anche di mezzi pesanti, causato dalla mancanza di strade alternative.

Delle nuove infrastrutture beneficerà anche il Quadrante Europa, che avrà finalmente collegamenti diretti per chi arriva dalla parte sud della città così come da Dossobuono, Castel d’Azzano, Sommacampagna, ma anche per chi arriva da nord, che troverà due nuove strade di scorrimento con svincoli di ingresso e uscita in punti strategici del rete viaria cittadina.

L’iter pianificatorio

Al dirigente della Mobilità e Traffico del Comune Michele Fasoli il compito di illustrare l’iter pianificatorio dell’opera, una strada a carreggiate separate con due corsie per senso di marcia lunga 3,4 km e idealmente suddivisa come segue:

– nodo svincolo San Massimo: prevede l’adeguamento dello svincolo con l’allungamento delle corsie di accelerazione;

– tratto 1: compreso tra lo svincolo Fenilon e la rotatoria denominata RA inclusa si sviluppa per circa 460 metri, sarà realizzato in sottopasso alla linea ferroviaria, questo specifico tratto fondamentale per la completezza dell’intervento, è già inserito nel progetto AV/AC Nodo di Verona ingresso Ovest e verrà realizzato totalmente a carico di RFI;

-tratto 2: si estende per circa 960 metri e per il quale è stato già redatto un progetto definitivo commissionato dal consorzio ZAI. Questo specifico tratto prevede una dorsale principale a due corsie per senso di marcia, si sviluppa in trincea sottopassando l’esistente via Sommacampagna e conclude con una rotatoria (RB);

-tratto 3: prosegue per circa 1420 metri e prevede il proseguimento della dorsale in trincea, la realizzazione di una rotatoria intermedia (RC) in corrispondenza di via Mantovana e la realizzazione di un sottovia che attraversa la linea ferroviaria Verona – Modena;

-tratto 4: compreso tra via Chioda e Strada dell’Alpo il quale si estende per circa 500 metri e prevede la realizzazione di due rotatorie, rispettivamente identificate nella planimetria generale come “RD” e “RE”, per tale tratto è stato redatto il progetto definitivo denominato “PUA Corte Alberti”.