sabato, 25 Maggio 2024
HomeBreaking NewsAl via la demolizione della chiesa di Giavera del Montello

Al via la demolizione della chiesa di Giavera del Montello

Tempo di lettura: 3 minuti circa

L’edificio, da tempo inutilizzato per problemi strutturali, verrà sostituito da un nuovo complesso con spazi religiosi e per la comunità

L’attuale Tempio Regina Pacis di Giavera del Montello

Il Tempio Regina Pacis è ormai giunto al capitolo finale. Sono iniziati i lavori preparatori per abbattere la grande chiesa di Giavera del Montello: al suo posto sorgerà un  nuovo complesso parrocchiale, con chiesa e spazi comunitari, riqualificando tutta l’area.

Un percorso iniziato nel 2019 con i primi incontri aperti a tutta la comunità e progettato insieme alla Diocesi di Treviso e all‘Ufficio nazionale per i beni culturali, ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, che ha accolto la richiesta del vescovo di inserire Giavera in un progetto pilota che permette di accedere ai fondi dell’8 per mille per la costruzione di una nuova chiesa e delle opere parrocchiali.

“Questo “percorso partecipato” è un’occasione preziosa di vita di Chiesaaveva detto il vescovo, Michele Tomasi, durante la sua visita alla comunità nel 2020 -, è cammino fatto insieme, in cui una comunità cristiana medita, riflette, prega e si confronta sul fondamento che la costituisce. Il suo amore per Gesù Cristo si manifesta così nella cura per gli spazi di vita della comunità, che si guarda con occhi nuovi, fedele a Cristo e alla propria storia”.

L’aula principale è inagibile da molti anni

Per Giavera era ormai una necessità mettere mano alla situazione della chiesa: l’edificio di culto è stato costruito tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 del secolo scorso, anche come tempio memoriale in occasione del 50° anniversario della Battaglia del Solstizio, nella Prima guerra mondiale, che proprio in questa zona ha avuto uno dei suoi epicentri. La grande aula superiore, destinata alle funzioni, tuttavia, a causa di problemi strutturali, rilevatisi sin dai primi anni di vita dell’edificio e amplificatisi nel corso del tempo, è inutilizzata da oltre 20 anni ed è stata anche oggetto di una dichiarazione di inagibilità e inabitabilità da parte del sindaco. Le celebrazioni attualmente si tengono in oratorio e nella chiesa storica.

Il nuovo progetto scelto attraverso un bando nazionale

Il progetto della nuova chiesta

La Diocesi e la parrocchia hanno quindi maturato la convinzione di intervenire sull’area demolendo la vecchia chiesa e iniziando il percorso promosso dalla Cei per una nuova costruzione, sempre in dialogo proficuo con l’amministrazione comunale, che sta pensando a una riqualificazione complessiva e armonica dell’area. Di qui la pubblicazione di un bando di concorso a livello nazionale e poi la selezione dei progetti, fino alla scelta di quello vincitore da parte di una giuria di esperti, nel luglio dell’anno scorso. Si tratta del progetto elaborato dal gruppo di lavoro coordinato dall’ingegner Andrea Tellini e composto dagli architetti Elena Di Taranto, Chiara Signorino e Sofia Nembrini, da don Luciano Marotta, esperto in Liturgia, da Charles Marie des Courtils, artista per il Centro Ave Arte di Loppiano (Firenze). Tra le motivazioni date dalla giuria, l’inserimento ordinato nel contesto urbano, l’area verde di connessione con via Schiavonesca, la buona organizzazione dei percorsi, la riconoscibilità architettonica, l’abitabilità dello spazio liturgico e l’impianto liturgico che valorizza la partecipazione dell’assemblea.

Il parrocco: “Grazie a quanti stanno mettendo a disposizione energie e risorse”

“Per la nostra comunità si trattava di vivere la dinamica del chicco di frumento che cade nella terra e muore per dare frutto – sottolinea il parroco, don Narciso Bernardise questa è la chiave di lettura di tanti passaggi che abbiamo vissuto, anche sofferti”.

Un progetto che sta mettendo in campo tante idee, professionalità, energie e disponibilità per un obiettivo comune importante, in particolare, in questi giorni, quelle dei volontari che prestano tempo e braccia, e delle imprese della zona che donano soldi, lavoro e spazi. “All’inizio di questa fase di interventi per la demolizione – conclude don Narciso -, desidero ringraziare le tantissime persone che si sono rese disponibili per i lavori preliminari, come lo spostamento di banchi e suppellettili, collocati in un capannone gentilmente concesso dalla Latteria Montello, che ha fatto anche una generosa offerta. Grazie anche al Gruppo Grigolin, che offrirà tutte le opere di demolizione, e a quanti vorranno partecipare, anche nel prossimo tempo, a questo percorso comunitario”.

Le più lette