sabato, 18 Maggio 2024
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Bortolotto dei Cinque Stelle: “C’è bisogno di più decisione a Vicenza. Possamai deve togliersi gli abiti felpati del Partito democratico”

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“Deve prendere in mano la situazione e farsi sentire. Solo così potrà essere un ottimo sindaco. Finora non è accaduto niente di memorabile”

Edoardo Bortolotto con il sindaco POssamai ai tempi della campagna elettorale

Come giudicano i Cinque Stelle l’azione dell’amministrazione, per la quale a maggio dell’anno scorso si sono schierati e così facendo hanno contribuito alla vittoria di Possamai su Rucco? Risponde Edoardo Bortolotto, avvocato, 48 anni, bandiera del movimento a Vicenza e un anno fa candidato sindaco.

Come valuta la giunta?

È partita con grandi aspettative. Sono giovani. Li stiamo aspettando alla prova, finora non hanno mostrato granché. La grana Tav sta arrivando e porrà molte domande che attendono risposte.

Fiduciosi o delusi?

Abbiamo dato supporto e 800 voti si sono rivelati pesanti. Abbiamo rivolto due richieste: avere un osservatorio sui Pfas, perché in tema siamo nella situazione di dieci anni fa. Il secondo tema sono i consigli di quartiere, perché vogliamo avere voce in capitolo.

Avete avuto risposte? Siete soddisfatti?

Il Comune può fare molto, visto che la giunta precedente non ha fatto molto. È vero che la competenza sui Pfas è di Regione e Provincia, ma ormai sono passati dieci anni e il Comune potrebbe alzare la voce con la Regione. Sull’osservatorio a Vicenza stiamo andando avanti, sono stati fissati i punti.

Insisto: non ho capito se siete contenti o delusi

Diciamo che su questi due aspetti mi attendevo più decisioni. Invece stiamo aspettando, come Godot.

Il suo bilancio vira sulla perplessità, quindi

È ormai passato un anno di vita della nuova amministrazione. Non c’è stata quella spinta che possa farci dire “è avvenuto qualcosa di nuovo in città”. Ma arriverà sicuramente.

Adesso il pendolo oscilla sul fiducioso

Possamai sarà un ottimo sindaco a patto che abbandoni i toni compassati da partito democratico, prenda in mano lui la situazione e imponga il suo carattere. L’amministrazione è lui. Non vorrei che tutto si riducesse a una politica di annunci.

E l’opposizione?

Diciamo che non ha brillato. È messa peggio di tutti.

Come si pone nel dibattito su campo largo o campo giusto, insomma sull’alleanza a sinistra?

È inevitabile con la legge elettorale attuale. L’alleanza però non può essere fatta a freddo. C’è un lento avvicinamento e possono esserci difficoltà di espressione. Il problema è un altro.

Vale a dire?

Conte è una persona corretta perciò è difficile universi in tre, quando qualcuno è ancora all’insulto.

Si riferisce a Renzi e Calenda?

Certo. In Sardegna l’alleanza ha funzionato anche senza il centro. Si va avanti con chi ci sta.

Schlein ci sta

Con lei si può parlare perché tiene il Pd su posizioni vicine, quella di una forza laica.

(a. d. l.)