giovedì, 23 Maggio 2024
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Emergenza maltempo in provincia di Verona: paura nell’Est e Bassa veronese, recuperato un corpo nell’Adige

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L’emergenza maltempo ha colpito la provincia di Verona, costringendo a numerosi interventi di soccorso. Recuperato anche un cadavere nell’Adige.

Dalle 20 di ieri sera i Vigili del fuoco sono intervenuti in circa 50 casi di allagamenti e smottamenti che hanno colpito in particolare la zona dell’est, sud-est veronese.

Non risultano fortunatamente persone ferite.

Ad aver subito i danni peggiori ci sono i comuni di San Bonifacio, Soave, Bevilacqua, Legnago e Albaredo d’Adige. Insieme alle squadre di vigili del fuoco veronesi, è stato necessario l’intervento anche dei pompieri provenienti dai comandi di Rovigo e Treviso.

Alle 08 di questa mattina, sono 11 gli interventi ancora in esecuzione mentre risultano ancora 20 interventi in attesa.

Recupero di un cadavere nell’Adige

In mattinata i vigili del fuoco hanno recuperato un cadavere fra ponte Risorgimento e ponte Catena a Verona: non si esclude che sia il corpo dell’uomo che la scorsa settimana si era tuffato in Adige per sfuggire all’arresto dopo un furto.

Est veronese

Scuole chiuse giovedì 16 maggio a Soave e San Giovanni Ilarione. 

Il torrente Alpone ha tenuto in apprensione l’intera zona, con le piogge battenti che hanno ingrossato il corso. A San Giovanni Ilarione è stata allagata la strada di accesso in destra Alpone nell’area di ponte Mangano, a Montecchia di Crosara ha allagato un tratto di strada. A Monteforte è sceso sotto il livello di guardia solo in piena notte ed è stato attivato lo sfioratore della Colombaretta, mentre l’apertura dell’area di San Vito ha permesso di tenere sotto controllo la tracimazione del torrente Aldegà.

A San Bonifacio grande attenzione per la confluenza con il Tramigna ed è stato alzato il ponte della Motta.

Sindaco di Soave, Matteo Pressi

«Attualmente le situazioni più problematiche si registrano: a Fittà con alcune frane; quartiere Poeti, zona poste, con alcuni garage interrati nei quali si è infiltrata acqua; via san Lorenzo – Tramigna per la discesa di acqua e fango dal monte Tenda; Via S. Matteo», ha scritto sui social il sindaco di Soave Matteo Pressi -. «La situazione del Tramigna è monitorata costantemente. In caso di necessità si procederà con l’utilizzo del bacino di S. Lorenzo. Mi sento di escludere problemi e pericoli derivanti dal fiume. Permangono criticità in gran parte del territorio dovute alla quantità di acqua caduta in un tempo molto breve. Gli allagamenti non hanno un collegamento con la situazione del fiume o del bacino. Si è trattato piuttosto della impossibilità per la rete fognaria di smaltire una quantità d’acqua simile in un lasso di tempo ridotto, nonostante la buona funzionalità della rete».

In mattinata Pressi ha aggiunto: «La situazione più critica permane in via S. Matteo e zone limitrofe. Tutta l’attività del Comune e del Consorzio di Bonifica è rivolta a trovare una soluzione che consenta di drenare la massa d’acqua che attualmente è bloccata in questa parte del paese. Concorrono due fattori: la condotta di scarico si è certamente riempita di fango e detriti; la zona di scarico in località Villabella a sua volta non può più ricevere acqua perché piena».

San Bonifacio

«Sono saltati addirittura dei tombini a causa della quantità enorme d’acqua e pure delle fognature, specialmente in zona cantina sociale – si legge in un comunicato diffuso in tarda serata dal Comune di San Bonifacio -. Il Sindaco e i referenti dell’emergenza sono operativi e stanno monitorando tra l’altro l’innalzamento repentino del fiume Alpone. Un’altra zona particolarmente critica per le condotte fognarie – che non sono in grado di trasportare l’ingente massa d’acqua – è quella del Parco dei Tigli e la zona di Via Salvo d’Acquisto».

Sindaco di Tregnago

«Guadi sul torrente Progno chiusi a Tregnago, Illasi e Badia Calavena. Le strade del capoluogo e delle frazioni sono spesso invase da terra e ghiaia, frane in località Finetti. La Biblioteca Comunale Di Tregnago rimane chiusa. Stamattina saranno attivate ditte per la rimozione dei materiali e alberi dalle strade, prestate attenzione. Grazie alla collaborazione del Gruppo Volontari di Protezione Civile e Antiincendi Boschivi di Tregnago che ha supportato le prime operazioni in emergenza», ha scritto sui social il sindaco di Tregnago Simone Santellani.

Bassa Veronese

A Cologna Veneta, al confine con Zimella, il Guà in piena ha rotto l’argine destro riversandosi nelle campagne verso Sule, con l’acqua che è poi confluita nel Fratta che già aveva raggiunto un livello alto.
Qualche allagamento a Cologna e Zimella, ma anche a Isola Rizza, dove è stata disposta la chiusura di varie strade.