sabato, 25 Maggio 2024
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Formiche nel piatto e muffa nel pane della mensa scolastica: chiuso il centro di cottura di Monticello anche per altre irregolarità

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Nella sede della cooperativa scoperti anche due lavoratori in nero: 4000 euro di sanzioni

Formiche sul cibo in una foto d’archivio

La Finanza ha svolto un controllo in materia di sicurezza degli alimenti e del lavoro “sommerso” nei confronti di una cooperativa sociale operante nel settore del
catering per eventi e fornitrice di pasti pronti a privati e mense scolastiche.

E’ emesa – spiega una nota della Finanza – la presenza di insetti in alcune pietanze servite ai bambini di una scuola secondaria, nonché muffa nelle porzioni di pane per alunni celiaci.

Sulla scorta delle preliminari informazioni raccolte, i finanzieri, unitamente ai funzionari del S.I.A.N., hanno effettuato un accesso ispettivo presso il centro cottura di Monticello Conte Otto della citata cooperativa, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie e accertare la posizione dei lavoratori presenti.

L’accesso – spiega sempre la nota – ha consentito di rilevare gravi non conformità di tipo igienico-sanitario riguardanti, tra l’altro, la manutenzione e la pulizia degli elettrodomestici in uso, l’etichettatura e la corretta modalità di stoccaggio degli alimenti.

Inoltre, le Fiamme gialle hanno trovato nelle cucine 2 lavoratori completamente “in nero” sui quali sono in corso ulteriori approfondimenti ispettivi, anche per verificare la sussistenza dei requisiti per l’effettivo impiego in attività di preparazione del cibo.

Alla luce delle irregolarità igienico-sanitarie rilevate, l’Azienda Ulss 8 ha tempestivamente emesso un provvedimento di sospensione e di divieto immediato di prosecuzione dell’attività, avente efficacia sino alla risoluzione delle violazioni riscontrate e alla esecuzione dei previsti interventi prescritti.

Parallelamente, i finanzieri vicentini hanno contestato – in relazione all’impiego di lavoratori “in nero” – sanzioni amministrative pari a circa 4.000 euro, avanzando apposita proposta di sospensione dell’attività all’Ispettorato del Lavoro.