mercoledì, 22 Maggio 2024
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Il ministro Abodi a Ca’ Venezia: “Il rapporto di un club con la città? Indissolubile”

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Calcio, ospite speciale del Venezia FC il ministro dello Sport per l’evento “Beyond Football: il connubio tra club e città”

Il ministro per sport Andrea Abodi è stato ospite a Ca’ Venezia, il nuovo centro sportivo del club arancioneroverde, dove ha partecipato all’evento “Beyond Football: il connubio tra club e città”, organizzato in collaborazione con Deloitte. Con il ministro Abodi anche Michele Uva dirigente dell’Uefa e Filippo Antonelli, general manager del Venezia. Si è discusso del ruolo del calcio come catalizzatore per l’innovazione urbana e l’impatto sociale e, per il ministro Abodi “il rapporto di un club con la città è indissolubile, non si ferma alla semplice partita di calcio. Bisogna saper interpretare nel modo giusto questo legame, intimo, viscerale che va ben oltre il risultato sportivo. La società che funziona è quella che, nella buona e nella cattiva sorte, integra il pubblico nel progetto sportivo, che assume quindi una caratterizzazione sociale”.
Un rapporto che il club lagunare conosce bene visto gli investimenti dell’ultimo periodo, come sottolineato da Filippo Antonelli dg lagunare. “Il potenziamento delle infrastrutture porta con sé naturalmente una migliorata fruizione, da parte dei tifosi e della comunità in generale, dello stadio e del nostro nuovo centro sportivo. E’ evidente che queste opere abbiano inevitabilmente un impatto sull’area circostante, oltre a rappresentare luoghi di aggregazione, migliorando il livello della sicurezza e della pulizia delle strade. Nel nostro caso, l’aver ristrutturato il Penzo ha migliorato notevolmente l’esperienza dei tifosi allo stadio ed il lavoro svolto a Ca’ Venezia è sotto gli occhi di tutti. Questa struttura ci consente di ottimizzare il lavoro del club, unendo in un unico luogo tutte le componenti della società, dall’area amministrativa a quella sportiva, passando per il settore giovanile a femminile. Siamo impegnati a sfruttare il potere culturale unico del calcio per fungere da veicolo per il progresso sociale, sostenendo la diversità, l’uguaglianza, l’inclusione e l’armonia all’ interno della nostra comunità. Riteniamo fondamentale che un club si impegni concretamente a supportare le fasce più fragili della popolazione del proprio territorio, lavorando in sinergia con scuole ed associazioni locali”.
Parole che hanno interessato particolarmente Michele Uva, dirigente Uefa. “Non possiamo negare che il calcio sia un fenomeno di accelerazione verso il futuro e deve essere anche un fenomeno di cambiamento di approccio e di contribuzione allo sviluppo di un territorio e di una comunità. Il connubio tra calcio, città e comunità infatti è assolutamente naturale e passa attraverso la sostenibilità. Per una società sportiva di vertice, lavorare insieme alla comunità, alle istituzioni, alle città e con le società limitrofe deve essere un fattore trainante; serve buon senso, anticipando il cambiamento con visione e concretezza passando attraverso gli investimenti perché non c’è futuro senza investimento”.
Cristiano Aggio