sabato, 18 Maggio 2024
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Impianto a Biometano a Cavarzere, la Green Energy propone ricorso al Tar del Veneto

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Il sindaco Munari: “Metteremo in campo tutte le nostre buone ragioni”

Che la Geo Engineering Srl/Cavarzere Green Energy Srl si fermasse di fronte ad un diniego, seppur definitivo e ufficiale, da parte della Regione all’impianto di Ca’ Venier ci speravano in tanti anche se non tutti ci credevano. Il pericolo non è ancora passato definitivamente, insisteva il Comitato Ambiente e Sviluppo, sollecitando una certa cautela prima di cantar vittoria.

Le argomentazioni del sindaco Pierfrancesco Munari, in risposta alla preoccupazione del Comitato e per rassicurare la popolazione erano e rimangono attuali e ineccepibili. “La Regione ha il diritto di decidere sull’installazione dell’impianto, – sosteneva – e tale decisione è basata sulla questione tecnica del rischio alluvionale e quindi sulla posizione negativa assunta dall’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali. Non potrà certo essere modificato il rischio alluvionale di quell’area”. 

Di fatto la tenacia della ditta proponente non è stata smentita: il passo successivo è stato fatto.

A darne notizia direttamente il primo cittadino. “La ditta Green Energy – ha informato Munari – ha proposto ricorso al Tar Veneto avverso la decisione della Regione del Veneto di non autorizzare l’impianto a Biometano di Ca’ Venier”.

Cosa farà adesso il Comune di Cavarzere? “Si costituirà – conferma il sindaco – in giudizio sostenendo le buone ragioni del diniego supportate dal parere contrario del Bacino delle Alpi Orientali”.

Non aggiunge alcun commento il sindaco che, però, ribadisce con forza: “Metteremo in campo tutte le nostre buone ragioni sostenute fin dall’inizio del procedimento”. 

Tra le forze d’opposizione è il Pd, con Heidi Crocco, a commentare tra i primi la notizia.

“Non credo – sostiene – che con il ricorso la società ritenga davvero di poter capovolgere il diniego della Regione, che è fondato su un elemento tecnico obiettivo”. “Anche se ottenesse – prosegue Crocco – l’annullamento della delibera regionale invocando qualche vizio di forma, il rischio allagamento resterebbe”. 

“Più probabile – aggiunge – che usino il ricorso come forma di pressione per poi trattare la ricollocazione del progetto in un altro sito nello stesso Comune”.

“Bene – conclude – che il Comune di Cavarzere si costituisca a fianco della Regione ma occorre restare vigili”. 

Ornella Jovane