sabato, 25 Maggio 2024
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Lavoro nero e violazioni della sicurezza, sospese 6 aziende

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I controlli dei Carabinieri per la tutela del lavoro nella Marca trevigiana hanno determinato sanzioni per 220mila euro

Cinque lavoratori “in nero”, sei attività imprenditoriali sospese, 18 aziende sanzionate, multe e ammende per complessivi 220mila euro. Sono i principali effetti dei controlli effettuati in questi giorni nella Marca dal Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri, in collaborazione con l’Arma territoriale, per verificare la regolare occupazione degli addetti e il rispetto delle norme sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sotto osservazioni svariati settori economici, a partire da edilizia, agricoltura e pubblici esercizi.

Addetti fuori regola in cantieri, autolavaggi, carrozzerie e aziende agricole

Nel complesso l’attività ha permesso di riscontrare la presenza di cinque lavoratori impiegati “in nero”, tutti intenti a svolgere attività lavorativa in totale carenza assicurativa e previdenziale, senza alcuna tutela da parte dei datori di lavoro. Nello specifico, in un cantiere edile di Colle Umberto, è stata sospesa l’attività imprenditoriale di un’azienda che oltre ad impiegare due addetti del tutto non in regola, aveva omesso di redigere il Piano operativo di sicurezza, documento fondamentale per la prevenzione riguardo al personale all’opera in un cantiere edile. Un altro lavoratore – sempre in nero – è stato individuato mentre stava operando in un autolavaggio di Vazzola. Anche in questa circostanza è stato emesso il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Analoga situazione di lavoro fuori norma ha riguardato un’azienda agricola di San Fior: impiegava un cittadino extracomunitario impegnato nella rilegatura delle viti. Infine è scattata la sospensione pure per una carrozzeria di Cornuda, dove, a sua volta, il titolare faceva lavorare una persona non in regola, prontamente allontanata dal luogo di lavoro.

Gravi violazioni anche riguardo alle norme sulla sicurezza

In merito alla normativa sulla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nel settore edile è stata sospesa l’attività di un cantiere di Codognè. Qui gli addetti stavano eseguendo alcune lavorazioni sul tetto dell’edificio senza che il datore di lavoro avesse predisposto adeguate protezioni contro le cadute verso il vuoto. Analogo provvedimento per un’altra ditta edile operante nel comune di Mareno di Piave perché stava eseguendo le lavorazioni all’interno di un cantiere senza aver redatto il Piano operativo di sicurezza.

I molteplici controlli hanno permesso di riscontrare la presenza di numerose violazioni, tra le quali il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nei lavori in quota, l’omessa formazione dei lavoratori e la mancata nomina del medico competente. Nel complesso, le ispezioni hanno portato a rilevare numerose infrazioni, a seguito delle quali sono state irrogate sanzioni per 220mila euro.

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