martedì, 21 Maggio 2024
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Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia: «Da ingegneri e aziende specializzate passa la risposta alle calamità naturali»

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L’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia ha organizzato un seminario il focus è stato il ruolo delle competenze e della tecnologia nella gestione delle emergenze.

Si è tenuto oggi pomeriggio 16 maggio il seminario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, dal titolo «La progettazione, gli interventi e le tecnologie nella gestione dell’emergenza», organizzato dalla Commissione supporto alla Protezione Civile e ospitato dall’auditorium di via Santa Teresa, in città, nella sede dell’Ordine stesso.

Tanti gli esempi di interventi discussi durante il seminario dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia

«Dalla tempesta Vaia all’alluvione in Emilia Romagna fino agli episodi di questi ultimi giorni, professionisti qualificati come gli ingegneri e aziende specializzate rivestono un ruolo sempre più importante nella gestione delle emergenze causate da calamità o da eventi naturali come alluvioni, terremoti e forti venti. Grazie alle competenze si può fare prevenzione. E sempre grazie alle competenze si può intervenire in maniera efficace, come sempre più necessario anche a causa dell’aumento dei casi di eventi climatici avversi», così il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia, Matteo Limoni, ha introdotto oggi pomeriggio il seminario.

«L’obiettivo di questo seminario e in genere dell’Ordine degli Ingegneri – precisa il consigliere referente della Commissione a Supporto alla Protezione Civile Alessandro Dai Prè – è mantenere alta l’attenzione su queste tematiche sempre, non solo quando accadono le emergenze. Per mantenere un dialogo aperto con le parti interessate, in autunno organizzeremo con l’amministrazione provinciale e con i comuni della provincia veronese un incontro per sensibilizzare sui piani di emergenza con aggiornamenti specifici».

Un evento «di forte attualità», come rimarcato dal responsabile scientifico Francesco Isalberti, perché «sono tante le sfide future relative alle emergenze di tipo idraulico-ambientale, geotecnico, strutturale, viabilistico così come quelle legate alla pianificazione a lungo termine del territorio. Ecco perché abbiamo voluto fornire una panoramica di casistiche di interventi operati in questi anni sul territorio stesso. Un focus centrato anche sulla consapevolezza che lo sviluppo tecnologico è uno dei cardini attorno cui possono ruotare i nuovi approcci da parte di tecnici-progettisti, imprese esecutrici di interventi di sicurezza ed esperti». 

Esempi di interventi discussi durante il convegno

Tra gli interventi ospitati c’è stato quello di Nicola Brusa di Tailor Engineering, con il quale si è parlato di come le opere di sostegno per infrastrutture, grazie alla tecnologia moderna e a soluzioni come l’abbinamento di materiali come terra e geo-sintetici, possano mitigare il rischio idrogeologico: «Negli ultimi anni – ha detto Brusa nel suo intervento – si è sviluppata una crescente sensibilità nei confronti di tecniche costruttive con sistemi meno invasivi e al contempo ecocompatibili ed ecosostenibili». 

Dal canto suo Marco Mazzucato di Acrow Italia s.r.l. ha affrontato il tema delle «emergenze nel contesto infrastrutturale-viario», dai crolli di ponti derivanti da dissesti idraulico-geologici alle criticità di strutture esistenti, e si è occupato di ponti modulari metallici spiegando come il «sistema di costruzione di ponti prefabbricati in acciaio originatosi in ambito militare» risulti «ideale nel ripristino post-emergenziale delle infrastrutture».

Durante il seminario è stato portato anche l’esempio dell’Impresa Costruzioni Carraro, la cui esperienza tocca pure gli interventi in zone montane e di difficile accesso su opere quali ponti e viadotti o su opere idrauliche, come avvenuto in seguito alla Tempesta Vaia. Tre i «casi» di messa in sicurezza illustrati da Filippo Carraro. Quello legato a un ponte modulare a pannelli e a un versante franoso in Trentino. Quello legato alla stabilizzazione di una condotta idraulica danneggiata dalla tempesta Vaia. E quello legato al consolidamento di un ponte ad arco reso necessario da un previsto aumento dei carichi pesanti.

Preziosa pure la testimonianza dello Studio Api — presenti Gaspare Andreella, Federico Panconi e Marika Righetto — circa la tecnologia della modellazione matematica nel campo della protezione idraulica del territorio: un primo esempio è stato l’intervento di mitigazione del rischio idrogeologico in seguito a una colata detritica su linea ferroviaria, il secondo ha riguardato una ridefinizione delle mappe del pericolo idraulico in un’area in cui erano state realizzate opere di difesa di un abitato.

Altrettanto importante il contributo di Giovanni Delladio di Sevis S.r.l., che si è concentrato sugli interventi di messa in sicurezza e sui ripristini con cui l’azienda ha contributo alla risposta all’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna. ” Il parco macchine, il personale specializzato e l’organizzazione agile ci ha permesso di intervenire per la messe in sicurezza di pareti particolarmente ripide e instabili a seguito  degli eventi meteo eccezionali che hanno colpito la regione Emilia Romagna.”, ha detto Delladio.