sabato, 25 Maggio 2024
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Pfas, una ricerca dell’università di Padova: “Nella zona rossa 4000 morti in più nei vent’anni 1998 – 2017”

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Il gruppo di ricercatori è stato coordinato dal professor Annibale Biggeri

In vent’anni di screening è di quasi 4.000 morti, esattamente 3.800, l’incremento delle morti rispetto a quelle attese nei Comuni del Vicentino, Padovano e Veronese che rientrano nell’area rossa dei Pfas. Qesto numero drammatico emerge da uno studio condotto dal professor Annibale Biggeri assieme al suo team dell’università di Padova, in collaborazione con il Registro tumori dell’Emilia-Romagna, il Servizio statistico dell’Istituto superiore di sanità Iss. Lo studio fa riferimento al periodo 1998 – 2017 ed è stato pubblicato sulla prestigiosa  rivista scientifica statunitense «Environmental health». La novità è stata subito rilanciata dalla rete ambientalista veneta delle «Mamme No Pfas».

I Pfas, si legge nella nota, sono stati rilevati «in concentrazioni preoccupanti nelle acque superficiali, sotterranee e potabili, avvelenando circa 350.000 persone». L’inquinamento, che parte dalla Rimar (Ricerche Marzotto) di Trissino, poi diventata Miteni e attualmente inesistente, perché chiusa.