sabato, 25 Maggio 2024
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Plastic Tax, Confindustria Veneto Est: “Una minaccia per le imprese, necessaria una proroga”

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A poche settimane dall’entrata in vigore della Plastic Tax mancano ancora i regolamenti attuativi e si rischiano pesanti sanzioni

Entrerà in vigore il 1° luglio di quest’anno la Plastic Tax. L’imposta sul consumo era già prevista dalla legge di Bilancio 2020 e via via rinviata per le sue gravi criticità, ma a breve diventerà operativa. E questo sta allarmando le imprese.

Ad oggi infatti mancano del tutto il provvedimento attuativo e circolari, necessari per regolare gli adempimenti legati a questa nuova imposizione tributaria.

«Arriva repentino questo provvedimento che per anni è stato posticipato e che si è anche detto potesse essere superato. Il settore è in subbuglio. Mancano indicazioni, linee guida e tempi per applicarla senza incorrere nelle pesanti sanzioni – afferma Simonetta Tiberto, Presidente del Gruppo Gomma Plastica di Confindustria Veneto Est -. Dopo la complessa discussione europea sul Regolamento imballaggi, arriva quest’altro pesante adempimento per il quale le nostre aziende, a poche settimane dall’avvio, non sanno letteralmente come muoversi. Le norme attuative sono state annunciate dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli a ridosso dell’entrata in vigore, senza darci la possibilità, al di là di ogni valutazione, di poterci organizzare operativamente. Abbiamo chiesto a Governo e Parlamento di prorogare quanto meno l’entrata in vigore del provvedimento, ma al momento non abbiamo certezze E ci sarà un rischio sanzionatorio molto alto in caso di inadempienza. È una nuova penalizzazione al settore gomma e plastica, che pure in Italia è trainante e conta migliaia di imprese e di collaboratori (26.800 solo in Veneto), e contraendo la liquidità delle imprese porterà a ridurre se non a bloccare nuovi investimenti. Senza contare l’impatto su tutte le filiere, da quella alimentare alla cosmetica, alle filiere agricole, perché va a gravare sui consumatori finali».

L’entrata in vigore della Plastic Tax dal 1° luglio è stabilita dalla legge di Bilancio 2024, ed è legata agli obblighi imposti dalla direttiva Ue 5 febbraio 2019, n. 904. Già adottata in diversi Paesi come Spagna e Regno Unito, rappresenta in Italia un’imposta sul consumo, simile alle accise, che colpirà i manufatti in plastica con singolo impiego (i cosiddetti MACSI), che hanno o sono destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari, e graverà principalmente sui consumatori finali ma, al tempo stesso, obbligherà molte imprese ad anticipare importanti somme all’erario senza un’adeguata programmazione di bilancio. Comporterà inoltre un cambiamento nei modelli produttivi di intere filiere commerciali, che dovranno aggiornarsi al nuovo sistema, e nuovi obblighi per gli operatori del commercio internazionale.

Per evitare sanzioni (dal 200% al 500% in caso di mancato pagamento dell’imposta), gli operatori dovranno compiere un’attenta analisi sui prodotti. La soglia di esenzione è molto bassa, pari a 25 euro trimestrali e per il momento, si conosce solo la misura dell’imposta pari a 0,45 euro per ogni Kg di plastica non riciclata contenuta nel prodotto.

«Si tratta di una tassa che consideriamo ‘ideologica’ – conclude Simonetta Tiberto senza alcuna valutazione di impatto che ne dimostri l’utilità ambientale né considera in alcun modo l’utilizzo del gettito per potenziare la raccolta e il riciclo dei materiali, di cui l’Italia e il Veneto sono una riconosciuta eccellenza europea e che, essi sì, dimostrano di essere efficaci nel risparmio di materia prima vergine e riduzione di emissioni CO2. Chiediamo e continueremo a chiedere un cambio di rotta, a tutela della sostenibilità e tenuta delle imprese e del lavoro nei nostri territori e in tutto il Paese. È da condannare infatti l’approccio unicamente punitivo della tassa, anziché promuovere un utilizzo consapevole delle materie plastiche attraverso incentivi orientativi delle scelte del mercato».

Il Veneto è la seconda regione dopo la Lombardia per numero di imprese nel settore gomma e plastica (1.500 unità locali per 26.800 addetti), con un fatturato di 7,8 miliardi di euro (il 13,9% del totale nazionale).  

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