sabato, 18 Maggio 2024
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Prosek, caso chiuso: la Croazia non potrà usare il nome

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È entrato in vigore oggi in tutta l’Unione Europea il regolamento sulle indicazioni geografiche. Tra le novità più importanti c’è il divieto di utilizzare un termine che evochi il nome di una indicazione geografica di un altro stato membro

Uno dei casi più noti è quello del Prosek croato e del prosecco italiano. I produttori del paese balcanico avevano avviato l’iter per ottenere il riconoscimento del loro prodotto da parte dell’Unione Europea. Una netta opposizione è arrivata da parte italiana. Secondo l’onorevole Paolo De Castro, relatore della regolamento al Parlamento Europeo, è una vittoria per tutto il sistema Italia.

Il Prosek croato è stato registrato come semplice menzione tradizionale e non come indicazione geografica. Parla di “vittoria per le bollicine venete” il presidente della Regione Luca Zaia che si congratula per il grande lavoro di squadra fatto tra istituzioni, associazioni di categoria e consorzi. Il prosecco – ha aggiunto – non è solo un brand ma un vino che esprime la storia di identità del Veneto.

Le IG europee sono circa 3.400 e valgono circa 80 mld di euro. Quella del Prosecco Doc è la prima denominazione eonoligica italiana sia per valore, che per produzione, avendo superato nel 2023 i 615 milioni di bottiglie prodotte

“Prosek dossier chiuso: questo nome è nostro e nessuno potrà mai utilizzalo in Europa come ‘menzione tradizionale’ per indicare un vino che vuole solamente evocare le nostre bollicine, ma non ha nulla di Veneto” commenta il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

“Il nuovo Regolamento europeo sulle indicazioni geografiche Ig mette, quindi, la parola fine a una sgradevole vicenda e questo risultato è frutto di una grande lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni di categoria e consorzi che in tutte le sedi hanno difeso non solo un brand, ma un vino che esprime la storia e l’identità del Veneto”.
“Ci tengo anche a ricordare che Prosek è un nome che ci appartiene. C’è una riserva del nome con un decreto del 2009 che firmai quand’ero Ministro, riconosciuto dall’Europa, e c’è il pronunciamento dell’Unesco che, nel 2019, ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità le Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene – prosegue il Governatore -. Ma c’è pure una motivazione storica: le prime citazioni del nome ‘Prosecco’, con riferimento al vino, risalgono infatti al XIV secolo, ed esiste una cartina geografica storica in cui la città di Prosecco, situata poco a occidente di Trieste, è denominata Proseck, in ragione dell’assoggettamento, in quel periodo storico, dell’area al dominio asburgico”.

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