sabato, 18 Maggio 2024
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Rovigo, caso riapertura polo natatorio, Rossini: “Pd e centro destra non hanno votato la delibera. Ecco chi ha ritardato l’avvio dei lavori”

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Il candidato sindacoAntonio Rossini sottolinea il motivo dei ritardi nella riapertura della Piscina di Rovigo

A luglio dovrebbero finalmente riaprire le piscine esterne del polo natatorio e tra un
mese ci dovrebbe essere un nuovo gestore, dell’impianto sportivo natatorio di
viale Porta Po.

La questione piscine aveva visto in prima linea il candidato sindaco Antonio Rossini il quale lo scorso febbraio, nel corso della seduta consiliare, si era reso protagonista di un responsabile gesto politico molto importante, restando in aula e votando sia la delibera che per l’immediata esecutività piuttosto che uscire in segno di protesta, come invece fatto il Pd insieme ad altri esponenti del centro destra.

“Chi quel giorno ha preferito abbandonare il consiglio comunale ha creato dei danni notevoli, perché restando fuori dal consiglio ha impedito l’immediata esecutività della delibera, e quindi fatto slittare di fatto, di almeno 15 giorni i lavori creando disagi e danni agli anziani, bambini, associazioni sportive, ai diversamente abili, e infine a tutti coloro usano la piscina a scopi terapeutici.

I lavori al polo natatorio, nonostante un ostruzionismo irresponsabile e gli imprevisti trovati in corso d’opera, stanno procedendo grazie i primi 680mila euro approvati anche con il voto di Rossini. Dopo inizieranno le manutenzioni alle vasche ludiche, quelle relative agli scivoli, che si spera comportino tempi più brevi rispetto ai circa tre mesi fissati per le opere interne.

Certo questo difficilmente fa pensare che tutto il polo natatorio potrà essere aperto appunto a metà giugno, anche se fosse solo con le piscine coperte, perché di mezzo c’è anche il bando di gestione che per quanto Rossini abbia più volte chiesto la necessità e l’urgenza di completare l’aggiudicazione in tempi stretti, le necessità burocratiche e le procedure da rispettare sono purtroppo un problema che influisce sulla tempistica.

Infine prima che l’impresa attualmente impegnata nel cantiere interno possa fare gli interventi nelle piscine all’aperto, è esclusa quella da 50 metri che resterà chiusa perché richiederà ulteriori finanziamenti ingenti oggi non disponibili, ci sono dei passaggi formali da espletare. La variazione di bilancio che ha stanziato i 200mila euro necessari, raccogliendo i residui di altri mutui, è all’esame dei revisori dei conti, poi dovrà essere approvata dal commissario prefettizio.