martedì, 21 Maggio 2024
HomeBreaking NewsSciopero della polizia locale nel giorno del passaggio del Giro d'Italia: "A...

Sciopero della polizia locale nel giorno del passaggio del Giro d’Italia: “A Ponte San Nicolò il Comune non ci ascolta”

Tempo di lettura: 3 minuti circa

Dopo un primo tavolo di conciliazione, tra Comune di Ponte San Nicolò SULPL, era stato convocato un secondo tavolo ma il Comune ha disertato

E’ aria di tensione quella che si respira nel Comune di Ponte San Nicolò, dove la polizia locale ha indetto uno sciopero per il prossimo giovedì 23 maggio, in occasione del passaggio sul territorio comunale del Giro d’Italia.

“Dopo un primo tavolo di conciliazione, al quale hanno preso parte per l’ente locale, il sindaco e la vicesegretario comunale e che aveva portato alla sospensione dello stato di agitazione da parte di SULPL, il viceprefetto aggiunto, ritenendo superabili le controversie, aveva convocato un secondo tavolo ma il Comune ha disertato” spiega infatti il subcommissario SULPL Veneto, Simone Maniero.

“Avevamo chiesto all’Amministrazione di aprire un confronto sulla gestione dei turni, ritenendo che un territorio di oltre 13 mila abitanti non possa essere gestito in maniera efficiente, con soli 6 operatori di Polizia Locale, distribuiti su tre turni e festivi compresi e di compensare il conseguente sovraccarico di lavoro aumentando l’indennità di  servizio esterno, ferma da anni ad 1 euro lordo al giorno – spiega Maniero -, ma anche di istituire il fondo previdenziale previsto dal Codice della Strada, prelevando una piccola parte dei  proventi delle sanzioni amministrative, quindi a costo zero per le casse comunali”.

Non solo. “Chiedevamo inoltre di revisionare il Regolamento del Servizio di Polizia Locale che non rispetta le disposizioni regionali in  materia di assegnazione dei gradi e di attribuzione dei ruoli apicali e non rispetta la normativa  nazionale in materia di armamento”.

“Il Sindaco non ha ritenuto di doversi confrontare con il Sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia Locale che rappresenta 5 agenti sui 6 in servizio – prosegue il subcommissario SULPL -. Al contrario, il dissenso degli operatori è stato punito con la  soppressione, dopo anni, della riduzione oraria prevista dal contratto e con la cancellazione dei progetti incentivanti”.

“Per questo, dopo quasi due anni di tentativi, abbiamo proclamato lo stato di agitazione che aveva portato al  tavolo di conciliazione in Prefettura, presieduto dal vicecapo di Gabinetto del Prefetto” spiega Maniero.

Nel corso della prima seduta, convocata in Prefettura a fine marzo, i rappresentanti del Comune avevano assicurato ai lavoratori che la richiesta di SULPL di istituire il fondo previdenziale era già stata accolta, tanto da definire “inutile” il tavolo di conciliazione. “Il fondo, infatti, a loro dire, sarebbe stato già in essere da  tempo (nonostante gli operatori non ne sapessero nulla, né fosse stata data loro alcuna comunicazione) – afferma Maniero -. Il Sindaco stesso, in quell’occasione, aveva proposto un incontro in Comune, lasciando la libertà di fissare l’ordine  del giorno ai lavoratori, i quali decidevano, quindi, di discutere proprio in merito al fondo previdenziale”. 

In attesa di prendere visione degli atti ufficiali, che sarebbero stati fatti avere ai lavoratori, senza necessità di una  richiesta di accesso atti formale (così era stato promesso loro) e nonostante le perplessità, SULPL aveva deciso  di sospendere lo stato di agitazione, anche accogliendo la proposta del viceprefetto Aggiunto di ritrovarsi a  distanza di un mese per fare il punto della situazione. “Inutile dire che nel corso dell’incontro “extra prefettizio” proposto dal Sindaco non è stato in gradi di mostrare alcun documento ufficiale che comprovasse la costituzione del fondo previdenziale – racconta Maniero -, ma solo  una “dichiarazione d’intento” vagamente accennata nel contratto decentrato 2023 – 2025 (che, tra l’altro, i  lavoratori hanno dovuto reperire in autonomia sul sito del Comune), alla quale non è materialmente stata data, a tutt’ora, esecuzione”.

Infine la notizia: lo scorso 10 aprile, negli Uffici della Prefettura di Padova, SULPL è stato informato che il Sindaco non avrebbe  preso parte alla seconda seduta del tavolo di conciliazione. In mattinata, infatti, la segreteria del Sindaco aveva comunicato alla Prefettura che si sarebbe invece recato a  Suviana (BO), dove aveva avuto luogo il tragico incidente della centrale idroelettrica.

“Su indicazione del Vice Prefetto Aggiunto, l’Ente avrebbe dovuto comunque inviare una rappresentanza al  tavolo (non essendo indispensabile che vi presenziasse il Sindaco in persona) – sostiene il subcommissario SULPL – o, in alternativa, chiedere al sindacato la disponibilità a rinviare l’incontro. Richiesta che a SULPL non è mai pervenuta. Il Comune ha semplicemente deciso di non presentarsi, senza ulteriori comunicazioni”. 

“Un atteggiamento irrispettoso nei confronti di un alto Funzionario della Prefettura e che denota, altresì, la mancanza della volontà di porre rimedio ai problemi dei lavoratori (oltre a costituire un atteggiamento anti  sindacale, potenzialmente perseguibile a norma di legge) – afferma Maniero -. Tra un tavolo e l’altro non sono mancati comportamenti ostili da parte dell’Amministrazione, nei confronti degli  operatori, come annullare ferie già programmate da tempo a qualcuno, per concederle a qualcun altro: al  personale più fedele, quello che, pur di ottenere una progressione verticale senza concorso, è disposto a tutto (tranne lavorare i fine settimana!)”.