sabato, 25 Maggio 2024
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Tosini, «Sulla piscina promesse non rispettate. Ora si aiutino le famiglie»

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Anche il candidato sindaco del Pd, Palmiro Franco Tosini interviene sul caso polo natatorio di Rovigo

Non possiamo non prendere atto con una certa preoccupazione che la piscina non riaprirà, se non parzialmente, prima di giugno nonostante le previsioni più ottimistiche (ovvero aprile 2024) espresse dall’ex sindaco Edoardo Gaffeo nel corso del Consiglio Comunale di gennaio scorso.

In più, con riferimento all’apertura della vasca esterna nel periodo estivo ormai alle porte, non abbiamo alcuna data di utilizzo, con grave pregiudizio non solo per i cittadini, ma anche per coloro (penso agli organizzatori di centri estivi e animazioni per ragazzi) che utilizzano la struttura pubblica del comune capoluogo.

Gestione poco accorta con Gaffeo dei servizi pubblici

Non si può che constatare che negli ultimi anni la gestione dei servizi pubblici sia stata poco accorta, per usare un eufemismo. Lo vediamo col polo natatorio, lo abbiamo visto con Iras, che da ente pubblico da rilanciare è ora prossimo alla privatizzazione, lo stiamo vedendo con As2, dove si stanno mettendo a rischio posti di lavoro.

Questi problemi portano la firma della precedente amministrazione e dell’ex assessore allo Sport Mattia Milan ora in “Azione”, partito che sostiene la candidata del centro destra Valeria Cittadin.

Per un buon governo occorre ben altro. Prima di tutto, bisogna dare continuità ai servizi. Sappiamo che la piscina era un luogo prezioso per famiglie e ragazzi, un centro di sano sport e aggregazione. L’offerta che ora manca va reintegrata con l’aiuto di altre associazioni o sussidi temporanei che attenuino i disagi. Poi bisogna evitare di commettere gli stessi errori. La vigilanza sulle strutture pubbliche va rafforzata. Le procedure di assegnazione devono essere chiare e regolari. Ciò che ha portato alla chiusura della piscina è una doppia mancanza: di controllo sullo stato dell’impianto e di un regolare contratto con il gestore. Situazioni del genere sono sintomo di una trascuratezza dell’interesse comune, della “res publica”.

Un sindaco deve curarsi anche di questo: delle azioni quotidiane, della cura del patrimonio dei cittadini. L’evidenza è che non lo si è fatto come si doveva e pagarne il prezzo sono tutti quei rodigini, e non solo, per cui il polo natatorio era un pezzo importante della loro vita