martedì, 21 Maggio 2024
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Tumore del polmone: all’Ospedale di Mestre si pratica la criobiopsia

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Una biopsia che proviene dal ghiaccio, fondamentale per indirizzare la cura delle forme tumorali ai polmoni

La criobiopsia, una metodica recente ed innovativa basata sul ghiaccio per prelevare campioni di tumore nei polmoni, ed indirizzare così la terapia viene effettuata oggi anche all’Ospedale dell’Angelo di Mestre, struttura hub di altissimo livello in campo oncologico. Quando la TAC ha individuato la sospetta neoplasia, infatti, la moderna oncologia richiede, prima di un qualsiasi provvedimento curativo, una diagnosi preliminare sul tumore, e quindi la tipizzazione genetica e molecolare dello stesso. “Occorre innanzitutto prelevare una piccola porzione – spiega il dottor Lucio Michieletto, Primario di Pneumologia – della massa tumorale. Purtroppo, però, le tecniche di prelievo utilizzate fin qui permettono il raggiungimento di questo obiettivo circa nel 60-70% dei casi. Così, per circa un terzo dei tumori non è possibile ottenere una diagnosi. Quando la neoplasia è collocata in una posizione decentrata rispetto all’albero bronchiale, capita purtroppo non di rado che i prelievi bioptici risultino troppo esigui per consentire all’anatomopatologo tutte le indagini necessarie”.

E’ proprio per gestire al meglio questa fase preliminare, complessa e delicata, che all’Ospedale dell’Angelo è stata istituita presso la Pneumologia una task force medica-infermieristica, dedicata proprio alla gestione dei pazienti fino alla completa diagnosi, che ha saputo introdurre una metodica di ultimissima generazione: “Sulla scorta di alcune esperienze di centri internazionali, con cui collaboriamo, siamo stati in grado di attivare ora all’Angelo – sottolinea Michieletto – la metodica bioptica più innovativa e promettente, di recente acquisizione nel panorama ospedaliero italiano, e cioè la “criobiopsia” dei noduli polmonari e dei linfonodi mediastinici”.

Riccardo Musacco