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Sicurezza idrogeologica
20.02.2026 - 15:17
Uno dei rilevatori
La Valle del Boite sta per dotarsi di un nuovo strumento per fronteggiare le colate detritiche, le ondate di acqua, fango e sassi che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio più volte il territorio dolomitico. La Regione del Veneto ha dato il via a un progetto sperimentale che punta a rafforzare il controllo e l’allerta nelle aree più esposte, proseguendo il lavoro già avviato in passato sul fronte della prevenzione del rischio idrogeologico e del potenziamento della Protezione civile.
La decisione arriva dopo i gravi episodi dell’estate 2025: la colata del 15 giugno a Cancia di Borca di Cadore e i tre eventi tra il 30 giugno e il 13 luglio in località Ponte Rio Venco, nel territorio comunale di San Vito di Cadore. Smottamenti che hanno provocato danni ingenti e la chiusura per diversi giorni della principale strada di collegamento verso Cortina d’Ampezzo, con pesanti ripercussioni su residenti e turisti.

“Questo intervento rappresenta un passo molto importante per la sicurezza delle nostre comunità montane. Il Veneto è una regione che investe con convinzione in prevenzione e innovazione”, dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile del Veneto, Elisa Venturini. “Con questo progetto sperimentale ribadiamo la volontà di migliorare costantemente la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini. Il monitoraggio continuo è la chiave per prevenire e gestire tempestivamente le emergenze, riducendo i rischi per le comunità e per le infrastrutture strategiche”.
Il progetto prevede uno stanziamento regionale di 150 mila euro a favore di ARPAV, che si occuperà di testare una tecnologia radar chiamata “pulse-doppler”. In parole semplici, si tratta di uno strumento capace di “vedere” e misurare in tempo reale i movimenti di fango e detriti lungo i versanti.
Il radar sarà installato su un traliccio posizionato sul lato opposto rispetto ai bacini da controllare, così da evitare danni diretti in caso di nuove colate. La stazione sarà dotata di antenne, di un sistema per raccogliere e inviare i dati, batterie e pannelli solari per l’alimentazione, oltre a una telecamera che permetterà di osservare in diretta il versante sotto controllo.
L’obiettivo è verificare se il sistema sia in grado di individuare tempestivamente l’arrivo delle colate, anche quando si susseguono a breve distanza di tempo e durante piogge molto intense. L’integrazione con altri strumenti consentirà inoltre di tenere d’occhio le precipitazioni persistenti sulle pareti rocciose e di segnalare eventuali crolli.
Il periodo di prova servirà a valutare l’efficacia e l’affidabilità del radar, sia per l’invio automatico degli avvisi agli enti competenti, sia per l’eventuale attivazione di misure immediate di sicurezza, come la chiusura delle strade o l’azionamento di sirene. Se i risultati saranno positivi, il sistema potrà essere esteso ad altri bacini della Valle del Boite e ad altre aree del Veneto interessate da colate, valanghe o frane.
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