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24.02.2026 - 17:00
Foto di repertorio
Quaranta anni di lavoro, inclusione e speranza: la Cooperativa Sociale Giotto celebra il suo anniversario con un percorso che ha cambiato la vita di oltre 2.000 persone fragili e svantaggiate. Nata nel 1986 dall’iniziativa di un gruppo di amici laureati in agraria all’Università di Padova, la cooperativa è cresciuta fino a contare oggi oltre 600 collaboratori, ispirando progetti analoghi in Brasile, Stati Uniti e Portogallo.
La filosofia di Giotto è chiara: trasformare fragilità in risorsa, disagio in opportunità. Nel corso di quattro decenni, persone detenute, giovani con disabilità fisiche o psichiche e soggetti in difficoltà sociale hanno trovato non solo un lavoro stabile, ma anche valorizzazione personale e umana, incarnando la convinzione di Papa Francesco secondo cui “il lavoro dà dignità” e “non ci si salva da soli: siamo tutti sulla stessa barca”.
Il 26 febbraio 2026, nell’Aula Magna del Palazzo del Bo, l’Università di Padova ospiterà il convegno “40 anni di gratitudine”, con testimonianze dall’Italia e dall’estero. Interverranno figure di rilievo come gli economisti Stefano e Vera Negri Zamagni, il magistrato brasiliano Luiz Carlos Rezende, lo sceriffo di Chicago Tom Dart, e l’imprenditore italo-americano Bruno Abate, insieme a rappresentanti di realtà sociali partner, come Padre Pedro Quintela dal Portogallo e Ornella Favero per l’Italia.
La giornata prevede una seconda tavola rotonda con l’ex ministro Annamaria Cancellieri, la professoressa Paola Milani, il professor Antonio Parbonetti e la testimonianza straordinaria di Gemma Calabresi, vedova del Commissario Luigi Calabresi. Moderano Francesca Vianello, delegata al progetto Università in carcere, e il giornalista Luciano Guelfi.
Il modello Giotto ha ispirato esperienze internazionali: a Chicago, un ristoratore italo-americano con lo sceriffo della contea ha applicato la cooperazione sociale italiana; in Brasile, le APAC hanno integrato il modello italiano nelle politiche federali; a Lisbona, la collaborazione con Vale de Acór ha creato opportunità lavorative stabili per persone fragili.
Il lavoro di Giotto, iniziato nel 1990 con corsi di giardinaggio all’interno del carcere di Padova, è cresciuto fino a fornire percorsi di formazione e occupazione per persone detenute e soggetti vulnerabili, incarnando l’ideale di rieducazione della pena sancito dalla Costituzione italiana.
Il 40° anniversario si concluderà l’8 aprile 2026 all’Auditorium Cesare Pollini con il concerto “Note di libertà e speranza”, un evento unico che unisce musica, arte e inclusione sociale. L’Orchestra di Padova e del Veneto, in collaborazione con l’Orchestra del Mare della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, suonerà strumenti realizzati da maestri liutai e detenuti usando materiali recuperati dai barconi dei migranti.
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