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27.02.2026 - 14:09
Foto di repertorio
Un allarme senza precedenti scuote il settore lattiero-caseario trentino. La crisi del latte, che sta travolgendo l'intero mercato europeo, sta avendo effetti devastanti anche sulle stalle di montagna, dove la remunerazione per gli allevatori è in caduta libera.
Con oltre duecento soci, il consorzio produttori latte delle valli trentine ha dovuto fare i conti con una situazione che rischia di compromettere la sopravvivenza delle stalle, in particolare quelle in quota, già fiaccate dalla concorrenza dei grandi produttori. A causa di una sovrapproduzione che interessa non solo l'Italia, ma anche paesi come la Francia e la Germania, i prezzi del latte sono crollati, creando una grave crisi che minaccia di paralizzare l'intera filiera.
Un mercato in crisi
Il calo dei prezzi del latte è il risultato diretto di un surplus produttivo che ha invaso i mercati. Nel 2023 sono state prodotte 870 mila forme di Grana Padano in eccesso, portando a pesanti penali per le aziende e aumentando la disponibilità di latte non contrattualizzato, il cosiddetto 'latte spot', il cui prezzo è sceso drasticamente da 70 a 20 centesimi al litro. Questo fenomeno ha avuto gravi ripercussioni sul mercato, in particolare per i piccoli allevatori delle valli trentine, che già lottano quotidianamente per mantenere in vita la loro attività.
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