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Salute e territorio

Radon, la Provincia di Trento individua le prime aree a rischio sul territorio

Via libera preliminare della Giunta alla mappatura delle zone più esposte al gas naturale presente negli ambienti chiusi: ora il provvedimento attende il parere del Cal

Foto di repertorio

Foto di repertorio

La Provincia autonoma di Trento compie il primo passo per contrastare il rischio radon sul territorio. La Giunta provinciale ha approvato la prima individuazione delle aree considerate prioritarie per la presenza di questo gas naturale, incolore e inodore, che può accumularsi negli spazi chiusi come abitazioni e luoghi di lavoro.

Si tratta, per ora, di un’adozione preliminare: il provvedimento dovrà infatti ottenere il parere del Cal prima di diventare definitivo. L’iniziativa recepisce le indicazioni fissate a livello nazionale dal Piano nazionale d’Azione per il Radon, che stabilisce le linee guida per ridurre i rischi legati a un’esposizione prolungata nel tempo.

«L’individuazione delle aree prioritarie a rischio radon rappresenta un passaggio previsto e necessario per dare attuazione, sul territorio trentino, alle linee guida del Piano nazionale. Si tratta di un’operazione di mappatura volta a conoscere meglio le dinamiche di questo gas naturale negli ambienti chiusi, con l'obiettivo di prevenire i rischi per la salute legati all'esposizione nel lungo periodo. Il provvedimento è stato già illustrato ai rappresentanti delle associazioni di categoria: la tutela della salute passa inevitabilmente attraverso la conoscenza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, dobbiamo agire insieme con metodo e lungimiranza», ha commentato l’assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica ed enti locali, Giulia Zanotelli.

La mappatura servirà quindi a fotografare con maggiore precisione la situazione nelle diverse zone del Trentino, un passaggio ritenuto fondamentale per pianificare eventuali interventi di prevenzione e informazione rivolti a cittadini e imprese.

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