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Delocalizzazione e polemica
11.03.2026 - 09:11
Foto dello stabilimento
Si è svolto ieri, 10 marzo 2026, l’incontro tra la direzione Peg Perego, la Rsu dello stabilimento di San Donà di Piave e le segreterie di Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Venezia. Dal confronto è emersa la volontà dell’azienda di trasferire in modo definitivo tutte le linee di montaggio, oggi affidate a circa 35 lavoratrici e lavoratori, entro giugno e verso il sito produttivo di Arcore, in provincia di Monza Brianza.
Una scelta giudicata inaccettabile dalle organizzazioni sindacali, soprattutto dopo le ripetute rassicurazioni fornite nei tavoli regionali e nazionali. La chiusura delle linee, denunciano, rappresenterebbe un nuovo impoverimento per la zona industriale di San Donà di Piave, colpendo in particolare una forza lavoro in larga parte femminile, difficile da ricollocare nel tessuto produttivo del Veneto Orientale.
I sindacati sottolineano come gli sforzi compiuti in questi anni dalle maestranze veneziane, che hanno permesso allo stabilimento di restare operativo, non siano bastati a invertire la rotta. Il grido d’allarme, spiegano, è rimasto senza risposte: la crisi di Peg Perego viene affrontata da tempo, ma a oggi non è stato messo in campo alcun progetto efficace di rilancio.
L’unica novità riguarda l’avvio di un accordo con un advisor per una possibile reindustrializzazione del sito, una richiesta avanzata da anni dalle sigle sindacali. Tuttavia, al momento non è stato comunicato alcun dettaglio in merito all’iniziativa.
Di fronte a un quadro giudicato gravissimo, Fim e Fiom chiedono di unire le forze e rimettere al centro le priorità del territorio, evitando un ulteriore declino dell’area produttiva sandonatese. Per mantenere alta l’attenzione, è stato indetto un presidio con assemblea-sciopero di tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento, iniziato questa mattina alle 8, davanti ai cancelli dell’azienda.
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