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Export veneto in lieve calo nel 2025: pesano Stati Uniti, Regno Unito e Cina

Secondo Confartigianato le vendite all’estero scendono dello 0,9% e si fermano a 77,3 miliardi

Export veneto in lieve calo nel 2025: pesano Stati Uniti, Regno Unito e Cina

Foto di repertorio

Nel 2025 le esportazioni del Veneto registrano una leggera flessione. Secondo l’analisi diffusa da Confartigianato sulla base dei dati Istat pubblicati oggi, il valore complessivo dell’export regionale si è attestato a 77,3 miliardi di euro, con una diminuzione dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

Il dato rappresenta comunque un rallentamento meno marcato rispetto alla contrazione registrata nel 2024, ma rimane in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, dove le esportazioni complessive sono cresciute del 3,3%. Il Veneto conserva comunque il terzo posto tra le regioni italiane per valore delle vendite all’estero, con il 12,6% dell’export nazionale, ma perde terreno rispetto alla Lombardia (+1,8%) e all’Emilia-Romagna (+0,7%). Decisamente più marcata la performance del Friuli Venezia Giulia (+17,8%), trainato in particolare dal comparto della cantieristica navale.

Il rallentamento dell’export veneto riguarda soprattutto i mercati al di fuori dell’Unione europea, dove le vendite registrano una flessione del 4%. Al contrario, gli scambi con i Paesi europei mostrano una certa tenuta, con una crescita complessiva dell’1,4%.

Tra i principali partner commerciali si segnala una lieve ripresa della Germania, primo mercato per il Veneto con un valore di circa 10 miliardi di euro e un aumento dello 0,5%. Seguono la Francia, che cresce dell’1,4%, e la Spagna, che registra un incremento più marcato pari al 6%.

Andamento opposto invece per alcuni mercati extraeuropei. Gli Stati Uniti evidenziano una contrazione del 6,5%, mentre il Regno Unito segna un calo ancora più consistente, pari al 15,9%. In forte diminuzione anche l’export verso la Cina, che perde il 11,5%.

Per quanto riguarda i settori produttivi, il manifatturiero risente della flessione in diversi comparti tradizionali del made in Veneto. In particolare diminuiscono le esportazioni di articoli in pelle, accessori e calzature (-6,9%), di mobili e prodotti d’arredo (-4,5%) e della metallurgia (-3,7%). Segnali positivi arrivano invece dal settore dei macchinari (+1,5%), e soprattutto dall’alimentare (+7,9%).

Secondo Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, i dati confermano quanto sia fondamentale per le imprese rafforzare la propria capacità di competere sui mercati internazionali. «Nessun mercato è garantito nel tempo – osserva – e ciò che oggi cresce domani può rallentare». Boschetto sottolinea inoltre l’importanza del tema energetico per il sistema produttivo: per molte attività artigiane, infatti, il gas non rappresenta soltanto un costo ma un elemento essenziale del processo produttivo. Senza una strategia efficace sul prezzo dell’energia, avverte, il rischio è quello di mettere in difficoltà intere filiere manifatturiere del territorio.

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