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Rovereto, apre la scuola “Penny Wirton” per insegnare italiano ai migranti

Lezioni gratuite grazie ai volontari: “La lingua è il primo passo per integrazione e lavoro”

Rovereto, apre la scuola “Penny Wirton” per insegnare italiano ai migranti

Foto di repertorio

Una nuova realtà educativa dedicata ai migranti nasce a Rovereto. Dopo le esperienze avviate negli anni scorsi a Trento, Fiavè e nell’area dell’Alto Garda, la scuola Penny Wirton è stata attivata ufficialmente anche in città con l’obiettivo di insegnare l’italiano ai migranti e favorirne l’integrazione sociale e lavorativa.

Il progetto si basa interamente sul volontariato: attualmente sono 12 le persone impegnate nelle attività, mentre circa 30 hanno manifestato interesse a collaborare. Le lezioni si tengono ogni mercoledì dalle 17 alle 19 fino al 29 luglio, negli spazi della Parrocchia della Sacra Famiglia.

I primi studenti

Alla prima lezione hanno partecipato sei studenti provenienti da diversi Paesi: tre dal Pakistan, uno dalla Russia, uno dall’Iran e uno dalla Cina.

Silvia Filosi, tra le referenti dell’iniziativa, ha spiegato che il progetto è completamente autofinanziato e che la scelta di aprire anche a Rovereto nasce dalla convinzione che in città ci sia un forte bisogno di questo tipo di servizio. Secondo Filosi esistono infatti situazioni di marginalità che il sistema pubblico fatica a intercettare, anche a causa delle scelte politiche degli ultimi anni che avrebbero ridotto il sistema dell’accoglienza diffusa.

La lingua come strumento di integrazione

Il corso vuole offrire ai partecipanti uno strumento fondamentale per inserirsi nella società e nel mondo del lavoro. Filosi ha raccontato che tre delle sei persone presenti alla prima lezione sono attualmente senza lavoro, mentre altre lavorano ma hanno difficoltà a leggere o scrivere in italiano. Proprio per questo motivo imparare almeno le basi della lingua può aiutare a integrarsi meglio.

Durante la prima lezione, ha aggiunto, gli studenti hanno mostrato un entusiasmo molto forte e una grande motivazione nel voler apprendere.

Tra i partecipanti ci sono persone di età diverse: il più giovane ha 14 anni, mentre la più adulta 40.

Richiesta in aumento

Con il passare delle settimane il numero degli iscritti potrebbe crescere sensibilmente. Filosi ha spiegato che alcune persone hanno già chiesto di attivare un secondo turno di lezioni, perché gli orari attuali non consentono la partecipazione a chi lavora, ad esempio come badante, o deve occuparsi dei figli.

L’obiettivo degli organizzatori è quello di ampliare il servizio per raggiungere anche chi vive situazioni più difficili, in particolare le persone senza dimora, considerate tra quelle che hanno maggiore bisogno di supporto.

Filosi ha infine ricordato che quando iniziò a insegnare italiano agli stranieri nel 2017 il contesto era diverso: all’epoca esistevano percorsi di formazione promossi dalla Provincia, mentre oggi il gruppo di volontari deve organizzarsi e formarsi autonomamente, cercando in modo indipendente le risorse necessarie per portare avanti il progetto.

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