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Referendum giustizia

Oltre 250 persone a Vicenza per Alessandro Sallusti, il comitato Sì Riforma spinge verso il voto

Sala gremita al Tiepolo Hotel lunedì 16 marzo per il convegno di Fratelli d’Italia Vicenza: giornalisti e rappresentanti locali e nazionali hanno illustrato le ragioni del sì in vista del referendum del 22 e 23 marzo

Il discorso di Benigno durante l'incontro

Il discorso di Benigno durante l'incontro

Una serata affollata e partecipata quella di lunedì 16 marzo al Tiepolo Hotel di Vicenza, dove oltre 250 persone hanno preso parte al convegno organizzato dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia per promuovere il sì al referendum sulla riforma della giustizia. L’incontro, pensato come spinta finale alla campagna referendaria in città, ha visto la partecipazione di cittadini, esponenti locali del partito e ospiti nazionali.

Sul palco è intervenuto il giornalista e opinionista Alessandro Sallusti, portavoce nazionale del comitato Sì Riforma, che ha animato il dibattito insieme a rappresentanti di Fratelli d’Italia a livello cittadino, provinciale e regionale. Tra loro, Alessandro Benigno e Silvio Giovine, insieme al coordinatore regionale Raffaele Speranzon, al presidente della Commissione Giustizia alla Camera Ciro Maschio, alla vicepresidente della Commissione Industria al Parlamento europeo Elena Donazzan, al vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Francesco Rucco e a Elena Pavan, responsabile del dipartimento Giustizia di FdI Vicenza.

“Siamo convinti che questa battaglia non sia di parte, ma riguardi tutti i vicentini e tutti gli italiani che vogliono una giustizia più equa e vicina ai cittadini e alle imprese – ha dichiarato Benigno –. In quest’ultima settimana di campagna, ognuno ha la responsabilità di spiegare e mobilitare per modernizzare la giustizia. Il cambiamento passa dal voto: partecipare alle urne e dire Sì”.

Sallusti ha sottolineato come il referendum rappresenti una possibilità concreta di riforma: “Se i politici mantengono la parola sulla riforma della giustizia, con che coraggio potremmo lasciarli soli? Tradiremmo noi stessi. Questo Paese o lo riformiamo noi liberali, moderati e conservatori, o nessuno lo farà”.

Ha poi evidenziato due “mistificazioni” secondo lui diffuse: l’idea che la riforma metta i giudici sotto il controllo della politica e che intacchi la Costituzione. “Se fosse vero, io voterei No per primo – ha detto –. Ma i padri costituenti avevano previsto la possibilità di modificarla. Anche il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale hanno approvato la legge nei limiti degli strumenti a disposizione”.

L’incontro si inserisce negli ultimi giorni di campagna in vista del referendum previsto per domenica 22 e lunedì 23 marzo, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini e attivare il voto sul territorio vicentino.

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