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Crisi portuale
17.03.2026 - 11:20
Il Terminal Passeggeri di Venezia
La stagione crocieristica 2026 è iniziata ufficialmente ieri con l’attracco della nave Viking Star a Fusina, portando nelle calli veneziane turisti pronti a godersi la città dal tramonto all’alba. Un segnale positivo per chi punta alla qualità dei visitatori, con navi di lusso che restano ormeggiate più giorni, consentendo soggiorni più lunghi e spese maggiori.
Allo stesso tempo, però, la Regione Veneto si trova di fronte a una battuta d’arresto: la gara indetta a ottobre per vendere le quote di Venezia Terminal Passeggeri (VTP) tramite la partecipata Veneto Sviluppo è andata deserta. VTP gestisce l’accoglienza a terra delle navi e dei passeggeri, e la Regione detiene indirettamente il 53% della società.
«Il settore risente dell’incertezza legata ai progetti per lo scavo del canale Vittorio Emanuele e per i nuovi accosti per grandi navi a Porto Marghera – spiega Fabrizio Spagna, presidente e amministratore delegato di VTP – Al momento non ci sono certezze sui tempi, e i progetti sono ancora in fase di valutazione ambientale. Questo rende meno appetibile l’acquisto delle quote».
Spagna aggiunge che le compagnie crocieristiche pianificano rotte e scali con due anni di anticipo. «Non sappiamo se i progetti saranno approvati o se gli itinerari verranno modificati. Escludere Venezia avrebbe un impatto sull’intero Adriatico, e tutti i porti ne risentirebbero».
Così, mentre la città si prepara ad accogliere turisti di alto profilo, la Regione resta in attesa di trovare acquirenti interessati, con il nodo infrastrutturale di Porto Marghera che continua a frenare investimenti e prospettive di crescita per il porto veneziano.
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