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I frequentatori dei rifugi del Trentino: un'analisi sulla montagna e la sostenibilità

La ricerca condotta da TSM-Accademia della Montagna svela le caratteristiche dei visitatori

I frequentatori dei rifugi del Trentino: un'analisi sulla montagna e la sostenibilità

Foto di repertorio

Si è svolta la presentazione della ricerca “I frequentatori dei rifugi del Trentino”, un’indagine volta a comprendere meglio il profilo dei visitatori dei rifugi trentini, analizzando aspetti come le caratteristiche sociodemografiche, le modalità di fruizione della montagna, le aspettative sui servizi offerti e la loro consapevolezza riguardo alla sostenibilità ambientale. Lo studio, promosso dal Servizio Turismo e Sport della Provincia, è stato realizzato da TSM-Accademia della Montagna in collaborazione con l’Associazione Gestori dei Rifugi del Trentino, Trentino Marketing e l'Università di Trento.

Durante la presentazione, l’assessore provinciale al turismo e promozione territoriale, Roberto Failoni, ha sottolineato come la ricerca rappresenti uno strumento utile per valutare l'andamento delle politiche turistiche. "Questa ricerca ci aiuta a capire se stiamo andando nella giusta direzione e a comunicare ai più giovani che la montagna non è solo fatica, ma un’esperienza emozionante", ha affermato Failoni. Il dato più interessante che emerge, ha aggiunto, è l'aumento delle presenze straniere, in particolare turisti provenienti da Europa, Nord e Sud America, che confermano l’appeal internazionale della destinazione.

Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing, ha evidenziato la necessità di adattarsi ai cambiamenti sociali e alle richieste dei turisti. "Conoscere i nostri visitatori e le loro esigenze è fondamentale per migliorare l’offerta e l’accoglienza", ha dichiarato Rossini, sottolineando come l’analisi dei dati possa essere fondamentale per accompagnare il cambiamento in corso.

Francesco Barone, presidente di TSM, ha aggiunto che la ricerca rispecchia appieno la missione di TSM-Trentino School of Management: contribuire alla crescita del territorio attraverso l’innovazione e la diffusione di conoscenze utili per il decisore pubblico. "Il rifugio non è solo un punto di appoggio, ma una risorsa culturale e identitaria della montagna trentina", ha concluso Barone.

Roberta Silva, presidente dell’Associazione Gestori dei Rifugi del Trentino, ha messo in luce l’importanza di avere dati strutturati che aiutano gli operatori a capire come migliorare la gestione dei rifugi, promuovendo una crescita equilibrata e sostenibile della frequentazione della montagna.

Un profilo "maturo" e attento alla sostenibilità

Gianluca Cepollaro, di TSM-Accademia della Montagna, ha spiegato che la ricerca ha rivelato un frequentatore “maturo” non solo dal punto di vista anagrafico, ma anche esperienziale. La maggior parte dei visitatori si considera esperta di montagna (80%) e ricerca un’esperienza immersiva e di distacco dalla quotidianità. I frequentatori sono attenti alle tematiche ambientali e informano attivamente sulla loro escursione tramite diverse fonti, prediligendo il contatto diretto.

I dati principali della ricerca

I risultati della ricerca rivelano che quasi l'80% dei frequentatori si definisce esperto, e oltre il 48% ha già pernottato nei rifugi più volte. L’istruzione gioca un ruolo fondamentale, con il 57,78% dei partecipanti in possesso di una laurea. Il 62,9% si informa direttamente sul percorso prima dell’escursione, mentre molti sono consapevoli delle problematiche ambientali, come la scarsità d’acqua e la gestione dei rifiuti.

Le modalità di frequentazione differiscono tra italiani e stranieri. Mentre i trentini (52,4%) sono più inclini a essere "trekker" o "turisti occasionali", gli stranieri (47,6%) – soprattutto provenienti da Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito – sono più tecnici, con una presenza di "alpinisti" e "escursionisti d’alta quota", e tendono a usare i rifugi come punto di sosta in percorsi più lunghi.

Il rifugio è percepito non solo come un alloggio, ma come un “presidio territoriale” e un'infrastruttura culturale. Più della metà degli intervistati vede il rifugista come un esperto, una figura di riferimento per la sicurezza e la conoscenza del territorio. Per quanto riguarda i servizi, emerge un’aspettativa di strutture igieniche adeguate e la possibilità di prenotazione online. Altri servizi, come la connessione internet o la ristorazione, sono ritenuti meno prioritari.

Sostenibilità e Consapevolezza Ambientale

La ricerca evidenzia anche una forte consapevolezza ambientale tra i frequentatori. Più della metà degli intervistati accetta limitazioni quando queste sono orientate alla tutela dell'ambiente, come nel caso della gestione dei rifiuti o della protezione degli ecosistemi. Tuttavia, c'è una maggiore resistenza a misure che limitano l'accesso, come la prenotazione obbligatoria per i rifugi o i parcheggi.

In sintesi, i rifugi del Trentino non sono solo luoghi di sosta per gli escursionisti, ma sono sempre più visti come centri culturali e sociali che rispondono alle esigenze di un turismo sostenibile e consapevole. La ricerca fornisce utili spunti per migliorare la gestione del settore, rendendo la montagna un luogo più accessibile e sicuro per tutti.

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