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Sanzione revocata

Pensionato beccato con una prostituta in area vietata a Mestre: dopo 8 anni vince il ricorso sulla multa col supporto di Adico

Accolto il ricorso di un 74enne mestrino contro il Comune di Venezia: secondo il Giudice di Pace le norme sulla sicurezza non possono essere stabilite dal regolamento comunale. Adico: "Sentenza che farà la storia"

Carlo Garofolini, presidente di Adico

Carlo Garofolini, presidente di Adico

Otto anni per revocare una multa da 350 euro: al termine di un lungo processo, il Giudice di Pace ha annullato la sanzione del 2018 a un pensionato mestrino, beccato mentre faceva scendere dalla propria auto una prostituta cinese in una zona soggetta a vincoli di decoro imposti dal Comune e multato per questo nel 2020.

Il pensionato, socio di Adico, ha deciso di opporsi alla sanzione con l'aiuto dell'associazione. Dopo una prima consulenza, ha portato avanti da solo il ricorso, sostenendo di aver semplicemente dato un passaggio alla donna, senza sapere nulla della sua attività.

Al centro della contestazione non c’era però solo il singolo episodio. L’uomo ha infatti messo in discussione direttamente l’articolo del regolamento di Polizia Urbana del Comune di Venezia che vieta di fermarsi o accordarsi con persone che si prostituiscono in strada in determinate aree della città.

Secondo il ricorrente, si tratta di un ambito che riguarda l’ordine pubblico e la sicurezza, materie che spettano allo Stato e non ai Comuni. Una linea che è stata accolta dal Giudice di Pace, il quale ha richiamato anche una decisione della Corte Costituzionale che limita l’intervento dei sindaci a situazioni urgenti e temporanee.

In questo caso, invece, la norma contestata è inserita stabilmente nel regolamento comunale e non ha carattere provvisorio. Da qui la decisione di annullare la multa.

La sentenza, pubblicata di recente anche se risalente al 2023, potrebbe avere conseguenze più ampie. Non è escluso infatti che altri cittadini, a Mestre o in altre realtà del territorio veneto dove sono in vigore norme simili, possano valutare ricorsi analoghi.

A sottolinearlo è anche Carlo Garofolini, presidente di Adico, evidenziando come il risultato ottenuto possa essere utile ad altri casi e rappresenti un precedente importante per chi si trova in situazioni simili.

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