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Buffaure, via libera alla ricostruzione: rifugio cinque volte più grande tra polemiche

Italia Nostra attacca: “Deroghe alle norme e paesaggio a rischio”. Previsti ristorante, suite e area wellness

Buffaure, via libera alla ricostruzione: rifugio cinque volte più grande tra polemiche

Foto di repertorio

La Provincia autonoma ha dato il via libera alla demolizione e ricostruzione del rifugio Buffaure, con un progetto che prevede un ampliamento significativo della struttura. L'intervento, approvato dopo il passaggio in consiglio comunale a San Giovanni di Fassa e in giunta provinciale, consente una ricostruzione con un aumento volumetrico del 450%, grazie a una deroga alle norme urbanistiche.

Una decisione che ha immediatamente sollevato le critiche dell'associazione ambientalista Italia Nostra, secondo cui il provvedimento rappresenta un segnale preoccupante sul fronte della tutela del paesaggio. L'organizzazione denuncia infatti come le istituzioni abbiano privilegiato logiche economiche rispetto alla salvaguardia di un contesto montano di particolare pregio, sottolineando la necessità di interventi più equilibrati e coerenti con le caratteristiche del territorio.

Il progetto prevede non solo la demolizione dell'attuale rifugio, costruito nel 1975, ma anche lo spostamento e la ricostruzione dell'edificio su un nuovo sedime, con dimensioni notevolmente superiori. La nuova struttura dovrebbe svilupparsi su quattro piani, includendo un ristorante da 120 posti, una terrazza da 150 coperti, un' area wellness, cinque suite con sauna privata, oltre agli spazi per il personale e l'appartamento dei gestori.

L'intervento è strettamente collegato anche alla realizzazione di un nuovo impianto di risalita, una cabinovia destinata a sostituire l'attuale seggiovia e ad aumentare in modo rilevante il flusso di visitatori in quota. Una delle piste previste passerà proprio nell'area dove oggi sorge il rifugio.

Nel mirino delle critiche anche la demolizione di una baita tradizionale in legno, realizzata con la tecnica del blockbau e sottoposta a vincoli conservativi. L'edificio verrà ricostruito nelle vicinanze con un cambio di destinazione d'uso, diventando un bivacco aperto nei periodi di chiusura del rifugio.

Secondo Italia Nostra, la deroga concessa non solo contrasterebbe con le norme urbanistiche comunali, ma evidenzierebbe anche una gestione del territorio considerata incoerente, dove gli strumenti di pianificazione verrebbero modificati caso per caso. Un approccio che, a giudizio dell'associazione, rischia di compromettere in modo irreversibile l'equilibrio paesaggistico della zona.

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