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Vento favonio

Allarme vento nel Bellunese: cos'è il Fohen e perché imperversa sulle Dolomiti

Il turbolento vento di caduta che si forma sui crinali alpini si abbatte da ore sul veneto settentrionale: ecco le cause e i pericoli di questo evento climatico estremo

Schema di formazione del Fohen

Schema di formazione del Fohen

Da ieri, un intenso episodio di vento favonio,meglio noto con il termine tedesco Föhn o Fohen, sta interessando le vallate delle Dolomiti Bellunesi e la città di Belluno e zone limitrofe. Secondo il bollettino meteorologico regionale, raffiche di Föhn si stanno registrando nelle valli alpine, con venti settentrionali tesi e potenzialmente pericolosi nelle zone di fondovalle e montagna.

Ma cos'è esattamente il favonio? E perché è un fenomeno pericoloso ma indispensabile all'ecosistema montano?

Il favonio è un vento di caduta secco e relativamente caldo che si forma quando una massa d’aria attraversa una catena montuosa. L’aria umida, salendo sul versante sopravvento, si raffredda e perde gran parte del suo vapore per condensazione e precipitazioni. Una volta scesa sul versante sottovento, l’aria si riscalda nuovamente per compressione adiabatica, diventando più calda e molto secca rispetto alle condizioni iniziali. Questa dinamica è una manifestazione classica di vento di caduta: le masse d’aria subiscono prima sollevamento orografico salendo la catena montuosa e poi discendono sul versante opposto con aumento di temperatura e diminuzione dell’umidità relativa.

La provincia di Belluno è caratterizzata da un’orografia molto complessa, con vallate profonde e alte barriere montuose che favoriscono i venti di caduta. Le correnti d’aria che si incanalano tra i rilievi e le ampie differenze di quota accentuano l’effetto favonico: quando l’aria scende da quote elevate verso le valli, si comprime e si riscalda rapidamente, trasformandosi in vento secco e talvolta impetuoso.

Secondo il bollettino meteo regionale del 26 marzo 2026, i venti favonici continueranno a soffiare con raffiche considerevoli nelle valli e in alta quota, con valori tipici sulle Dolomiti fino a 80‑90 km/h sui crinali e venti sostenuti anche nei fondovalle, almeno fino a domani.

Ecco i pericoli maggiori a cui gli abitanti del Bellunese dovranno fare attenzione in queste ore:

  • Raffiche forti e turbolente nei centri abitati e lungo le vallate, con possibile rischio per persone, veicoli leggeri e attività all’aperto.
  • Aumento del rischio valanghe in montagna: venti sostenuti possono trasportare e accumulare neve fresca in modo irregolare, creando zone instabili e favorendo l’innesco di valanghe su pendii nevosi.
  • Condizioni estremamente secche in quota e in valle con bassissima umidità, che favoriscono perdita di visibilità nei tratti più aperti e potenziale disidratazione o stress termico per chi è esposto.
  • Impatto su infrastrutture quotidiane: venti forti possono causare caduta di rami, oggetti volanti e difficoltà di transito su strade esposte. I servizi meteo segnalano allerta vento, con venti settentrionali prevalenti anche in città come Belluno.

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