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Innovazione sanitaria

L'ospedale di Santorso introduce una tecnica innovativa per curare la fibrillazione atriale con maggiore sicurezza e precisione

Le prime sette procedure di ablazione con elettroporazione, eseguite con successo in Veneto, offrono ai pazienti un’alternativa avanzata rispetto ai metodi tradizionali basati sugli sbalzi termici

Il dott. Antonio Rossillo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia

Il dott. Antonio Rossillo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia

All’ospedale di Santorso, nel cuore dell’Alto Vicentino, sono state eseguite con successo le prime sette procedure di ablazione della fibrillazione atriale mediante elettroporazione, tra i primi interventi di questo tipo in Triveneto. La tecnica, già disponibile solo in centri selezionati, permette di trattare l’aritmia con un rischio molto ridotto di complicanze rispetto alle metodiche tradizionali basate su energia termica.

Secondo il dott. Antonio Rossillo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, l’elettroporazione sfrutta un campo elettrico altamente selettivo che colpisce soltanto le cellule responsabili dell’aritmia, preservando nervi, arterie, vene e muscoli circostanti. «È una tecnologia efficace, precisa e sicura, che negli ultimi anni ha conosciuto uno sviluppo internazionale significativo. Come Cardiologia di Santorso seguiremo attentamente la sua evoluzione per mettere a disposizione dei pazienti i benefici di questa metodica all’avanguardia», spiega Rossillo.

Le procedure si svolgono in anestesia generale e sotto controllo ecografico intracardiaco, per guidare con precisione il catetere nelle diverse varianti anatomiche del cuore. Il rilascio del campo elettrico dura pochi secondi per applicazione, consentendo l’isolamento delle vene polmonari, il punto di partenza dell’aritmia. L’intervento dura circa un’ora e i pazienti vengono in genere dimessi il giorno successivo, inseriti in un programma di controlli periodici per confermare l’esito positivo a lungo termine.

La fibrillazione atriale, che colpisce circa il 2% della popolazione generale e fino al 15% degli ultraottantenni, può ridurre significativamente la qualità della vita e aumentare il rischio di complicanze gravi come ictus, scompenso cardiaco e demenza. Grazie a questa nuova metodica, i pazienti del Veneto hanno ora a disposizione un’opzione terapeutica più sicura e mirata.

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