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Trentino: cinque curiosità tra vette dolomitiche, tradizioni mistiche e segreti di valle

Tra castelli medievali e boschi di abeti risuonano ancora storie che sanno di resina e libertà

Trentino: cinque curiosità tra vette dolomitiche, tradizioni mistiche e segreti di valle

Foto di repertorio

Il Trentino non è solo un paradiso per sciatori ed escursionisti; è un mosaico di valli isolate che hanno saputo preservare usanze arcaiche, leggende magiche e un legame viscerale con la natura. Tra castelli medievali e boschi di abeti risuonano ancora storie che sanno di resina e libertà.

1. I Krampus: il lato oscuro del Natale

In molte valli trentine (come la Val di Fassa), all'inizio di dicembre, il silenzio della sera è rotto dal fragore di campanacci e urla ferine. Sono i Krampus, figure demoniache e selvagge che accompagnano San Nicolò. Mentre il Santo premia i bambini buoni, queste creature "diaboliche" con maschere di legno e pelli di capra cercano i "monelli". È un rito ancestrale che mette in scena l'eterna lotta tra il bene e il male, tra la luce dell'ordine e l'oscurità del caos naturale.

2. L'Enrosadira: il giardino di rose di Re Laurino

Non è un evento umano, ma un fenomeno naturale che ha generato la leggenda più bella delle Dolomiti. Al tramonto, le pareti di roccia si tingono di un rosso intenso e infuocato: l'Enrosadira. La leggenda narra che Re Laurino, sovrano dei nani, avesse un giardino di rose invisibile sulle pareti del Catinaccio. Tradito per amore, maledì il giardino affinché nessuno potesse più vederlo né di giorno né di notte... ma dimenticò il tramonto e l'alba, gli unici momenti in cui le rose tornano a splendere.

3. La "Desmotegada": il gran galà delle mucche

Settembre è il mese della Desmotegada (o Desmalgada), il momento in cui le mandrie tornano dai pascoli d'alta quota verso le stalle in valle. Non è un semplice spostamento: le mucche vengono agghindate con corone di fiori, nastri colorati e campanacci monumentali. In paesi come Predazzo o Siror, l'evento è una vera festa collettiva con musica, mercatini e piatti tipici, celebrando la fine della stagione estiva e il duro lavoro dei malgari.

4. Lo Scirup de Pincas: il liquore di pigne

In Trentino, la natura non si guarda solo, si beve. Una delle tradizioni più curiose è la preparazione dello sciroppo o liquore di pigne di cirmolo (il pino cembro). Le pigne ancora verdi e ricche di resina vengono raccolte a mano in estate e messe a macerare nello zucchero o nella grappa. Il risultato è un elisir dal profumo boschivo intensissimo, usato un tempo come rimedio naturale per le vie respiratorie e oggi come fine pasto immancabile nei rifugi.

5. La "Ciusa de l'Ades": l'ironia di Trento

A Trento esiste una sfida goliardica che si tiene ogni anno durante le Feste Vigiliane (in onore del patrono San Vigilio): il Palio dell'Oca e la Tonca. Quest'ultima è una rievocazione storica di un'antica punizione: chi si era macchiato di blasfemia veniva chiuso in una gabbia e "toncato" (immerso) ripetutamente nelle acque gelide del fiume Adige. Oggi, per fortuna, si usa un manichino che rappresenta il personaggio dell'anno che più ha meritato il "castigo" popolare.

Lo sapevi? Il Trentino è la terra dei castelli: se ne contano quasi 300, molti dei quali arroccati su speroni di roccia apparentemente inaccessibili, testimonianza di un passato di confine costantemente difeso.

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