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Asilo notturno a Castelfranco Veneto entra subito a pieno regime: Casa Cattani si amplia e punta al reinserimento

Un progetto da 3 milioni di euro per l'emergenza abitativa: «Non solo un riparo, ma un progetto che mira al recupero sociale»

Casa Cattani

È entrato subito a pieno regime il nuovo asilo notturno attivato a Castelfranco Veneto negli spazi di Casa Cattani, in via Loreggia di Salvarosa, a conferma di quanto l’emergenza abitativa e il disagio sociale siano temi più che mai attuali. Inaugurata a metà dicembre, la struttura, pensata per offrire un riparo durante i mesi più freddi, ha registrato il tutto esaurito nel giro di poco tempo, rendendo necessario l’ampliamento dei posti disponibili.

Il servizio, promosso dal Comune di Castelfranco in qualità di capofila dell’Ambito territoriale sociale Veneto 8, che riunisce 29 Comuni della Marca, mette a disposizione fino a 14 posti letto, inizialmente attivati in numero ridotto e poi progressivamente ampliati. L’asilo notturno è aperto dalle 18 alle 9 del mattino e garantisce non solo il pernottamento, ma anche cena e colazione, servizi igienici, spazi di accoglienza e la presenza costante di operatori sociali, in raccordo con la rete dei servizi sanitari e sociali del territorio. Al momento la struttura è riservata a uomini, con la possibilità di attivare spazi dedicati anche alle donne qualora emergessero specifiche necessità. La gestione è affidata a un’associazione temporanea d’impresa composta dalle cooperative Una Casa per l’Uomo, L’Incontro, Themis, La Esse e Città Solare. In questa fase iniziale operano due operatori, con l’obiettivo di intercettare i bisogni dell’utenza e calibrare gli interventi.

L’accesso all’asilo notturno avviene prevalentemente in autonomia, con accompagnamenti mirati solo nei casi di particolare fragilità. Tra i primi ospiti figurano anche quattro braccianti originari del Bangladesh, coinvolti in una recente operazione contro il caporalato nelle campagne di Vedelago. Dopo il blitz delle forze dell’ordine, alcuni lavoratori hanno scelto di affidarsi alla rete sociale del territorio, trovando a Casa Cattani un primo punto di ripartenza. Grazie alla collaborazione tra i Comuni di Vedelago e Castelfranco, sono stati inseriti rapidamente nella struttura e saranno avviati, tramite il progetto regionale Navigare, a un percorso di regolarizzazione e reinserimento lavorativo. L’asilo notturno rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio, che prevede nei prossimi mesi l’attivazione di dieci alloggi di co-housing e di un servizio di Pronto intervento sociale. Un investimento complessivo superiore ai 3 milioni di euro, sostenuto da fondi europei, regionali e comunali. “L’apertura dell’asilo notturno - commenta Stefano Marcon – rappresenta un passo concreto e importante per la nostra comunità. Questa struttura non offre solo un riparo, ma anche sostegno e dignità a chi vive in condizioni di fragilità”.

“Dopo 2 anni nei quali come assessorato abbiamo sostenuto i volontari per la gestione dell'asilo notturno presso il palazzetto dello sport – aggiunge l’assessore Miotti – quest'anno il comune ha preso in mano questo servizio, in quanto le istituzioni devono essere in prima fila nell'assumersi questa responsabilità. Non si vuole però escludere il mondo del volontariato, che è stato informato di quello che si vuole realizzare in Casa Cattani, con progettualità non mirate all'assistenzialismo, ma a dare alle persone la possibilità di attivarsi nel loro recupero sociale”.

Leonardo Sernagiotto

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