Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Cronaca

Giro di prostituzione sul Garda, sigilli a due centri massaggi

Indagata una cittadina cinese già coinvolta in precedenti inchieste

Giro di prostituzione sul Garda, sigilli a due centri massaggi

Foto di repertorio

Nuovo intervento delle forze dell’ordine contro lo sfruttamento della prostituzione nell’area gardesana. Nei giorni scorsi la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno eseguito il sequestro preventivo di due centri massaggi ritenuti al centro di un’attività illecita riconducibile alla stessa titolare, una cittadina cinese già nota agli investigatori.

Il provvedimento, disposto dall’Autorità giudiziaria, è stato eseguito il 25 febbraio dagli agenti del Commissariato di Desenzano del Garda insieme ai militari delle Fiamme Gialle. Al centro dell’indagine una donna già sottoposta a procedimento per sfruttamento della prostituzione e indebita percezione del reddito di cittadinanza, oltre che destinataria di un analogo sequestro nell’agosto 2025.

Le indagini precedenti

L’operazione rappresenta l’ulteriore sviluppo di una precedente attività investigativa che aveva portato alla chiusura di tre centri massaggi in città, al sequestro di circa 11mila euro in contanti e all’individuazione di cinque lavoratrici in nero, tutte di nazionalità cinese. Quattro di loro erano risultate irregolari sul territorio nazionale. Secondo l’ipotesi accusatoria, le donne sarebbero state impiegate in un giro di prostituzione organizzato da una connazionale.

Le successive verifiche delegate dalla magistratura avrebbero evidenziato la prosecuzione delle condotte illecite anche dopo i primi interventi.

Il presunto prestanome

Dagli accertamenti è emerso che uno dei locali precedentemente sequestrati, dopo il dissequestro e la restituzione al proprietario, sarebbe stato riaffittato a un altro cittadino cinese, formalmente titolare del centro massaggi. Per gli investigatori, però, la gestione effettiva sarebbe rimasta nelle mani della donna già indagata, che si sarebbe avvalsa di un presunto prestanome per proseguire l’attività.

Nel corso delle indagini è stato inoltre individuato un secondo centro massaggi, situato in una zona più defilata della città, ritenuto anch’esso destinato – secondo l’impianto accusatorio – a favorire e agevolare la prostituzione.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione