La tensione internazionale si riflette anche in Friuli Venezia Giulia. A poche ore dall’attacco di Israele all’Iran, la base americana di Aviano è finita sotto osservazione rafforzata. Per lo storico scalo “Pagliano e Gori”, nodo strategico delle operazioni statunitensi in Europa e nel Mediterraneo, è scattato l’innalzamento del livello di allerta da “Bravo plus” a “Charlie”, il terzo su una scala di cinque (Normale, Alpha, Bravo, Charlie, Delta).
Una misura che comporta l’attivazione di ulteriori protocolli di sicurezza: pattugliamenti intensificati, controlli più rigorosi agli accessi, vigilanza costante delle aree circostanti. L’aggiornamento delle strategie è stato disposto su regia della Prefettura di Pordenone, in stretto coordinamento con il Ministero dell’Interno.
Nella mattinata successiva all’attacco, al Viminale si è riunito il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo. Il ministro Matteo Piantedosi ha emanato direttive urgenti per rafforzare la tutela dei cosiddetti “obiettivi sensibili”, con particolare attenzione alle strutture statunitensi e israeliane presenti in Italia.
In questo quadro, la base Usa di Aviano – da sempre considerata sito ad alto interesse strategico – è stata inserita tra le priorità assolute del piano di prevenzione. L’obiettivo è prevenire eventuali minacce in un contesto geopolitico che resta in rapida evoluzione.
A Pordenone il prefetto Michele Lastella ha disposto un rafforzamento straordinario dei servizi di osservazione e monitoraggio. È stata effettuata una mappatura dettagliata delle infrastrutture critiche e dei luoghi potenzialmente esposti, includendo stazioni ferroviarie, luoghi di culto e aree collegate a interessi statunitensi.
Particolare attenzione è stata riservata proprio all’aeroporto “Pagliano e Gori”, sede del 31st Fighter Wing dell’Usaf. Le forze dell’ordine, insieme al personale di sicurezza interno, sono state richiamate al rigoroso rispetto delle procedure di autoprotezione. Coinvolti anche i sindaci dei comuni limitrofi – Aviano, Fontanafredda, Porcia, San Quirino e Roveredo in Piano – con il supporto delle polizie locali.
Le basi americane presenti in Italia, da Sigonella ad Aviano, sono tradizionalmente oggetto di un sistema di vigilanza congiunto italo-statunitense. Le procedure interne vengono adattate in tempo reale al livello di allerta. Con il passaggio a “Charlie”, la sicurezza viene ulteriormente irrigidita, mentre i servizi esterni delle forze dell’ordine vengono modulati quotidianamente in base alle informazioni raccolte.
L’attenzione resta alta e il dispositivo è destinato a rimanere flessibile, pronto a eventuali ulteriori aggiornamenti.
Non è l’unico elemento di criticità. Nella zona sud dell’area militare è stata rinvenuta una bomba inesplosa risalente alla Seconda Guerra Mondiale, del peso di 100 libbre. L’ordigno, sganciato all’epoca sull’aeroporto, è stato messo in sicurezza e l’area rimane transennata e sotto stretta sorveglianza.
I militari del 3° Reggimento Guastatori di Udine stanno valutando le modalità operative per il brillamento, previsto nei prossimi giorni.
Tra scenario internazionale e memoria bellica, Aviano si trova così al centro di un doppio fronte di vigilanza, in un momento in cui la prevenzione rappresenta la prima linea di difesa.