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Cronaca
04.03.2026 - 08:43
Foto di repertorio
Per dodici anni avrebbe trasformato la vita dell’ex compagna in un incubo fatto di botte, minacce, pedinamenti e pressioni continue. Un’escalation che non si è fermata neppure quando la donna, 31 anni, aveva deciso di trasferirsi in Trentino nel tentativo di ricominciare da capo e sottrarsi a quella spirale di violenza.
Il tribunale ha condannato un 33enne a quattro anni e otto mesi di reclusione per stalking e violenza sessuale nei confronti della madre di sua figlia. Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento di 30mila euro in favore della vittima, oltre al riconoscimento dei danni in separata sede civile.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, la donna aveva cambiato regione per allontanarsi dall’ex compagno, nella speranza di interrompere definitivamente i contatti. Ma l’uomo l’avrebbe raggiunta anche in Trentino, presentandosi sotto casa e riprendendo con minacce, appostamenti e comportamenti persecutori.
Gli episodi contestati si concentrano in particolare tra il 2023 e i primi mesi del 2024, ma affondano le radici in una relazione segnata – stando all’accusa – da reiterati maltrattamenti. La vittima avrebbe vissuto per anni in un clima di paura e controllo costante, fino alla decisione di denunciare.
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