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Furti dal centro di smistamento di Padova: due impiegate di Poste Italiane indagate per peculato

I Carabinieri scoprono un sistema di sottrazione di denaro e beni

Furti dal centro di smistamento di Padova: due impiegate di Poste Italiane indagate per peculato

Foto di repertorio

Due dipendenti del centro di smistamento postale di Padova sono finite nei guai per una serie di furti all’interno della corrispondenza. La scoperta è avvenuta nel corso di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma, con il supporto del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Padova.

La prima, una donna di 48 anni, è stata arrestata in flagranza il 20 febbraio 2026 dopo essere stata trovata in possesso di due banconote sottratte dai plichi postali: una da 50 euro genuina e una da 20 euro risultata falsa. La somma era stata prelevata fraudolentemente nell’ambito delle sue mansioni. La donna, dopo le formalità di rito, è stata posta agli arresti domiciliari.

Una seconda dipendente, anch’essa del centro di smistamento, è indagata per peculato continuato: a seguito di perquisizione domiciliare sono stati sequestrati biglietti augurali, missive, gadget e contanti per un totale di 680 euro, probabilmente sottratti dalla corrispondenza gestita durante il servizio.

L’indagine trae origine da una segnalazione del Centro Nazionale di Analisi della Banca d’Italia risalente a luglio 2025, che aveva rilevato la mancanza di banconote in numerose raccomandate inviate dalle filiali del gruppo Intesa Sanpaolo nel Triveneto. Le verifiche hanno permesso di individuare il centro di smistamento di Padova come punto critico e di documentare 35 episodi di sottrazione di denaro dai plichi postali destinati alla Banca d’Italia, oltre a numerosi casi di apertura illecita di corrispondenza ordinaria.

Il 23 febbraio 2026 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova ha convalidato l’arresto della 48enne, disponendone tuttavia la remissione in libertà. Le indagini proseguono per chiarire la responsabilità delle altre persone coinvolte e l’entità complessiva del danno.

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