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Immigrazione clandestina

Smantellata rete di trafficanti cinesi tra Gorizia e il Veneto, sette arresti tra passeur e organizzatori

I carabinieri di Monfalcone, con l’appoggio di Villesse, hanno fermato sette persone coinvolte nel favoreggiamento dell’immigrazione irregolare

Foto di repertorio

Foto di repertorio

È stata completamente smantellata una rete criminale che favoriva l’immigrazione clandestina di cittadini cinesi, operativa tra Gorizia, il Veneto e altre zone del Nord Italia. L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Monfalcone con il supporto della stazione di Villesse, ha portato all’arresto di sette persone, sei delle quali colte in flagranza mentre trasportavano cittadini irregolari appena arrivati dalla Serbia.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, hanno preso avvio nell’agosto 2025, quando alcuni testimoni a Villesse avevano segnalato un gruppo di cittadini cinesi scendere da un camion con targa montenegrina e venire successivamente prelevati da auto con targhe italiane. Grazie a un lungo lavoro di pedinamenti e osservazioni, i militari hanno ricostruito i movimenti dei passeur: i migranti venivano portati in treno a Trieste, poi riaccompagnati a Monfalcone e trasferiti verso basi logistiche in Veneto, da cui venivano spostati a Prato o all’estero con documenti falsi.

Quando la banda ha modificato i propri spostamenti, utilizzando furgoni e zone rurali delle province di Udine e Gorizia, i carabinieri hanno continuato a intercettarli, sequestrando mezzi dotati di doppio fondo e arrestando i passeur. La rete si spostava anche attraverso l’aeroporto di Venezia Tessera, per imbarcare migranti verso la Spagna con documenti contraffatti, fino a quando i vertici del sodalizio hanno deciso di abbandonare le basi in Veneto per trasferirsi a Roma.

A febbraio 2026 è stata arrestata la donna considerata a capo dell’organizzazione, conosciuta come “Mela”, individuata a Roma dai carabinieri di Monfalcone. Con sé aveva circa 20.000 euro in contanti e numerosi documenti falsi di cittadini cinesi. In totale, l’indagine ha portato a sette arresti e a 30 denunce tra membri della rete e cittadini irregolari presenti sul territorio nazionale.

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