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Fatture false nel calcio amatoriale: le indagini coinvolgono anche il Trentino Alto Adige

La Guardia di Finanza scopre un giro di sponsorizzazioni gonfiate e falsificazione fiscale

Fatture false nel calcio amatoriale: le indagini coinvolgono anche il Trentino Alto Adige

Foto di repertorio

Un'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Genova ha portato alla luce un presunto sistema di frode fiscale legato al calcio amatoriale, con coinvolgimento anche di imprese del Trentino Alto Adige. La Procura ha recentemente concluso le indagini preliminari, notificando gli avvisi di conclusione a sette persone accusate di falsificazione di documenti e evasione fiscale.

Il caso riguarda tre associazioni sportive dilettantistiche situate nel Tigullio, che operano nel calcio amatoriale. Secondo gli inquirenti, queste associazioni avrebbero gestito un sistema fraudolento di fatturazioni gonfiate, emettendo fatture per sponsorizzazioni che non sono mai state effettivamente erogate o per importi molto superiori a quelli reali. L'inchiesta ha rivelato un giro d'affari complessivo di oltre 3 milioni di euro, con fatture per circa 2,5 milioni emesse tra il 2018 e il 2024.

Le investigazioni, avviate nel 2023, sono state condotte dai finanzieri della compagnia di Chiavari, che hanno esaminato documenti e dispositivi elettronici sequestrati durante le perquisizioni. L'attività ha portato alla scoperta che le fatture false sono state utilizzate da imprese operanti in vari settori, con sedi in Liguria, Lombardia e Trentino Alto Adige. Queste fatture venivano poi inserite nelle dichiarazioni fiscali delle aziende, consentendo loro di evadere le imposte dirette e l'IVA.

L'inchiesta mette in luce un fenomeno di evasione fiscale legato a una parte del mondo del calcio amatoriale che, sfruttando sponsorizzazioni fasulle, avrebbe danneggiato l'erario e favorito la concorrenza sleale. Gli indagati ora dovranno rispondere delle loro azioni davanti alla giustizia, con il rischio di pesanti sanzioni.

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