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Licenziamento ingiusto

Troppi clienti e personale insufficiente, gestore McDonald's chiude prima per concentrarsi sul drive in: licenziato

Al termine di un lungo procedimento giudiziario, è stato reintegrato in servizio e risarcito dall'azienda Taratarì: aveva semplicemente seguito le linee guida internazionali della casa madre

Il McDonald's di Mori Stazione

Il McDonald's di Mori Stazione

Una chiusura anticipata per gestire al meglio il personale e il servizio “Mc Drive” finisce in tribunale, ma stavolta la giustizia ha dato ragione al lavoratore. È questa la vicenda che ha coinvolto un manager del McDonald’s di Mori Stazione, licenziato dalla società che gestisce il locale, la Taratarì srl, per aver deciso di chiudere la sala interna due ore prima del previsto a causa della carenza di personale.

Come emerso in aula, il manager aveva semplicemente seguito le direttive della casa madre, che prevedono di adattare il numero di dipendenti in base all’afflusso di clienti. La sera incriminata, con l’inizio del nuovo anno scolastico, in servizio c’erano solo tre dipendenti esperti e due neoassunti, a fronte di un organico previsto di otto persone già formate. La scelta di concentrare le risorse sul “Mc Drive”, molto gettonato, era stata comunicata a direttore e vice tramite chat aziendale su Whatsapp, senza ricevere obiezioni.

I vertici della Taratarì, però, hanno contestato la decisione, sostenendo che la chiusura anticipata avrebbe creato confusione tra i clienti e i corrieri, con ripercussioni sull’immagine del locale. Da qui il licenziamento per giusta causa.

Il giudice del lavoro Michele Cuccaro ha respinto le accuse: «Il lavoratore non ha agito all’oscuro dei suoi superiori e la sua condotta non giustifica un provvedimento così grave». Il tribunale ha disposto il reintegro immediato del manager e il pagamento di un risarcimento di circa 35mila euro, oltre a 3mila euro per responsabilità aggravata nei confronti della società che gestisce il ristorante.

Per il giudice, la richiesta iniziale di 70mila euro per danni all’immagine del locale era «del tutto indimostrata e iperbolica». Si chiude così una vicenda che ha messo al centro la gestione del lavoro nei fast food e i protocolli di sicurezza del personale, con un esito favorevole al dipendente che aveva agito per tutelare il servizio e i colleghi.

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