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Attualità
23.02.2026 - 10:05
Foto di repertorio
Le Penne Nere conquistano una vetrina internazionale, grazie al reportage del New York Times che celebra l’impegno degli alpini alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Un racconto silenzioso ma straordinario di dedizione, lavoro di squadra e spirito di servizio che affonda le radici nella storia del Corpo, nato nel 1872, e che oggi trova spazio nelle piste olimpiche, dove circa 1.500 alpini – tra militari in servizio e volontari dell’Associazione Nazionale Alpini – si adoperano ogni giorno per il buon esito dei Giochi.
Il giornalista Jason Horowitz e il fotografo James Hill, con il loro reportage, mettono in luce il lato operativo delle Penne Nere, che con pale, sci e zaini si occupano di tutto: dalla sicurezza lungo le piste al supporto logistico, dai trasporti ai controlli. Un lavoro che si svolge dietro le quinte, ma che è essenziale per garantire il corretto svolgimento dell'evento sportivo, a dimostrazione della loro efficienza e della discrezione che da sempre li contraddistingue.
Dalle montagne alla neve: una tradizione che non cambia
Il New York Times non si limita a raccontare l’attualità, ma ripercorre anche la lunga storia degli alpini, che hanno sempre risposto con prontezza alle emergenze e alle necessità della società, dalle guerre alle catastrofi naturali, fino alla pandemia. Il reportage fa anche riferimento al villaggio alpino di Borca di Cadore, che in pochi giorni è stato trasformato in una base logistica impeccabile, simbolo della capacità organizzativa che rende gli alpini unici.
L'orgoglio trentino e il riconoscimento internazionale
Il presidente dell'Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, ha espresso la propria soddisfazione per l'attenzione ricevuta, definendo il riconoscimento del New York Times come un omaggio al "lavoro silenzioso e alla dedizione" che da generazioni caratterizzano le Penne Nere. Un legame forte con la propria terra, il Trentino, che continua a risuonare nelle voci degli alpini che, nonostante siano impegnati in un evento mondiale, non dimenticano mai le loro radici e il valore della comunità.
Gli eroi quotidiani degli sport olimpici
Il reportage del New York Times ci ricorda che, accanto ai grandi campioni che si guadagnano il podio, esistono anche gli eroi quotidiani che rendono possibile ogni gara. Gli alpini non sono quelli che salgono sul podio, ma sono quelli che, con la loro presenza discreta e il loro spirito di solidarietà, fanno sì che il grande spettacolo olimpico possa andare in scena. E lo fanno con un linguaggio universale, quello del servizio al prossimo e della dedizione incondizionata.
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