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Padova, gli studenti di Scuola Italiana Design in mostra

Mostra SID AA202-23 foto LCA

Gli studenti di Sid in mostra tra nuovi prodotti e concept per la nuova sede

Dall’1 al 22 settembre i progetti degli studenti di Scuola Italiana Design realizzati durante l’Anno Accademico 2022-23 saranno in mostra negli spazi espositivi di Open-Open di via del Santo 71 a Padova. L’inaugurazione è prevista per venerdì 1 settembre alle ore 18:00. I MADE THIS, I DID THAT è un’opportunità per raccontare, tramite 11 tra i migliori progetti realizzati dagli studenti, il triennio di Scuola Italiana Design. Un modo per mettere in luce ancora una volta la filosofia, condivisa da istituto e studenti, del Fare per imparare, comprendere, agire, acquisire consapevolezza. “La scuola conferma anno dopo anno il suo ruolo strategico nel territorio, lo fa mettendo al centro i propri studenti e il loro pensiero, quest’anno portando anche fisicamente le loro idee nel cuore di Padova – ha dichiarato il direttore del Pst Galileo Visionary District. – Questo evento è anche un modo per ribadire la connessione tra la città, la sua cultura e le sue risorse creative e una Scuola, SID, che è una fucina di talenti al servizio dello sviluppo di questa comunità. Ma è anche la testimonianza di un confronto sempre ricco e fecondo tra gli studenti, il corpo docente e l’istituzione Galileo. In questo senso va la scelta di coinvolgere i ragazzi del terzo anno nello sviluppo di alcuni concept per l’interior design della nuova sede di SID. Una sede che rappresenta una sfida innovativa e un ulteriore trampolino di lancio per il futuro innovativo di tutto il territorio”.

I progetti

I progetti vanno dalla rivisitazione in chiave sostenibile dei grandi classici dell’arredo con la Poltrona LCA, (ispirata dalla LC2 di Le Corbusier per Cassina) realizzata con lana di legno per dare valore allo scarto in modo radicale, fino al Candelabro Smoke Soul, ispirato al lavoro di Maarten Baas, passando per la torcia Charcoal, realizzata in bambù, e molto altro ancora. Ma le idee di chi la scuola la vive come una parte centrale del proprio percorso formativo e professionale trovano voce anche in uno dei progetti del terzo anno, dedicato allo sviluppo dell’interior design della nuova sede di Scuola Italiana Design in via Masini 8 alla Cittadella della Stanga. Dal 1991, anno di fondazione, la sede è stata quella di Corso Stati Uniti 14bis, luogo simbolico che ha rappresentato lo stretto legame con la natura imprenditoriale ed industriale del territorio. Adesso l’istituto si avvicina al centro città, entra nel cuore della Soft City, in quello che viene spesso definito il Miglio Blu dell’Innovazione, tra plessi universitari, fiera e imprese, per rinnovare l’impegno di Galileo Visionary District a contribuire alla crescita e all’innovazione della città.

Progettare ambiente didattico

E mentre i lavori di riqualificazione architettonica dello stabile, più di 2.639 metri quadrati di superficie commerciale complessiva situati nel Centro Direzionale la Cittadella, procedono senza sosta (con la conclusione dei lavori prevista già per l’anno prossimo), è stato chiesto ad un gruppo di 30 studenti di immaginare e progettare la loro idea di ambiente didattico: aule, zone pausa, chiostri, giardino e perfino intere linee d’arredo. Il risultato è una serie di suggestioni e concept capaci di dialogare con i progettisti per lo sviluppo di ambienti innovativi destinati ad un’istituzione formativa che ha avuto in passato e conferma ogni anno il suo ruolo di motore non solo culturale ma anche operativo nell’innovazione di processo del proprio tessuto economico di riferimento. Solo durante l’anno accademico 2022-2023, Scuola Italiana Design ha collaborato con più di 25 aziende, tra Camp, Workshop intensivi e progetti del terzo anno, in cui gli studenti hanno sviluppato i brief, dal concept ai file esecutivi.

I progetti esposti

Tra i prototipi in mostra si possono trovare esempi di un progetto svolto dai ragazzi del secondo anno, il brief li invitava ad utilizzare il legno in maniera impropria, ispirandosi allo stile e alle metodologie di grandi nomi del designer. Poltrona LCA, rivisitazione di un classico di Le Corbusier, la poltrona LC2 di Cassina. La sua realizzazione espone l’imbottitura realizzata con lana di legno, un modo radicale per dare valore allo scarto. Candelabro Smoke Soul, ispirato al lavoro di Maarten Baas, che nel 2002 carbonizzava oggetti icone del design, mettendo in relazione legno e fuoco i ragazzi esprimono la loro visione sul rapporto tra corpo ed anima. Torcia Charcoal, parte dalla riflessione speculativa sul carbone del duo Formafantasma, l’oggetto, realizzato in bambù, sfrutta l’utilizzo di una fiamma viva come fonte di luce e come forza naturale per plasmare la materia. κενός, ispirato al lavoro di Paolo Ulian e alla sua abilità di nell’utilizzo del marmo, sospende in una gabbia metallica un vaso sezionato, a cavallo tra sperimentazione e studio formale.  
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