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dentro la notizia
01.03.2026 - 14:08
Anziani soli con la pensione che non basta più, giovani alle prese con la precarietà, genitori che hanno perso il lavoro, famiglie sempre più in difficoltà: “Diamo supporto ritrovare l’autonomia”
“Anche a Cadoneghe le famiglie in difficoltà ci sono, e tra i problemi più sentiti spicca quello della casa, per la quale esiste molta domanda ma poca offerta”: così Sara Ranzato, vice sindaco e assessore al sociale, inizia la sua analisi sui diversi volti della povertà.
Conselve, gli uomini soli i nuovi “invisibili”, oltre cento persone aiutate a fare la spesa
Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro.
Quali sono le fasce della vostra popolazione che più risentono delle difficoltà economiche?
Nei nostri uffici accedono persone diverse: ci sono anziani soli che magari sforano di pochissimo le soglie previste per beneficiare di contributi per le spese di assistenza domiciliare o per l’acquisto di materiali necessari, giovani famiglie con contratti di lavoro precari, magari di poche ore alla settimana, e anche persone che non hanno ancora maturato la pensione e che non riescono più a trovare una occupazione e non sanno come fare a mantenere figli che ancora studiano. Sempre più le famiglie di media età, con coppie di 50enni devono fare i conti con figli che frequentano la scuola, al contempo anziani genitori con patologie gravi che richiedono accudimento e la necessità di continuare a lavorare, coloro che subiscono il cosiddetto effetto "sandwich", perché in mezzo tra l'impegno di crescita dei figli e la necessità di seguire i genitori.
Venezia ha partecipato alla Rilevazione nazionale delle Persone Senza Dimora
Venezia è stata una delle 14 città campione d’Italia per l’indagine promossa da ISTAT e coordinata dalla FIOPSD. Grazie al supporto del Comune, dei Servizi Sociali e della Polizia Locale, i volontari hanno incontrato persone senza dimora nei dormitori e per strada, raccogliendo informazioni sulle loro condizioni sociali ed economiche. L’indagine servirà a orientare interventi più mirati e sostenibili sul territorio.
Quali le iniziative messe in campo?
Il Comune di Cadoneghe è dotato di un proprio settore sociale interno con tre assistenti sociali, ed una quarta in arrivo grazie a fondi governativi. Questo settore offre servizi per aiutare gli anziani a rimanere a casa propria anche quando sono diventati più fragili con i pasti a domicilio, l’assistenza domiciliare, il trasporto assistito. Diciamo che la logica è stata quella di arrivare il più possibile ai bisogni individuali, ma anche di migliorare i luoghi di comunità , luoghi che possano essere accoglienti per i cittadini perché creino sane relazioni. Pertanto dopo una riqualificazione sociale dei luoghi di Comunità, Centro Spinelli , Biblioteca civica e Villa Ghedini Centro Famiglie, abbiamo creato una rete tra questi centri di Comunità che ora lavorano in squadra e questo lavoro di squadra ci ha permesso di accedere e vincere bandi pubblici e ottenere finanziamenti per le attività che si svolgono all'interno di queste realtà.
Conselve oltre l’assistenzialismo
Nella gestione delle fragilità il Comune di Conselve ha scelto di andare oltre la logica dell’emergenza per approdare a quella dell’emancipazione. Non si tratta più soltanto di erogare sussidi, ma di ricostruire il tessuto sociale partendo dai cittadini più vulnerabili. A delineare questa strategia è Susanna Lazzarin, consigliere con delega al sociale, che pone l'accento su un cambio di paradigma fondamentale nel lavoro dei servizi territoriali.
“Il compito dei servizi sociali è di lavorare non solo per assistenzialismo alla persona, ma perché ci sia una promozione globale della persona stessa, - spiega Lazzarin -. In questi ultimi anni ho percepito che i servizi sociali lavorano in questa ottica: non solo come assistenza al bisogno primario, ma anche per la rimozione delle cause di questo disagio. È importante lavorare per ridare dimensione alla persona più che al bisogno immediato che comunque richiede una risposta”.
I dati del 2025 confermano la centralità dei minori e della famiglia in questa programmazione. Sono stati 90 i minori seguiti nell’ultimo anno, un numero in lieve crescita che ha richiesto un potenziamento di progetti come l’assistenza alla genitorialità, gli affidi e il supporto psicologico. Tra i fiori all’occhiello figura il Progetto Pippi, dedicato alla prevenzione dell'istituzionalizzazione dei minori, insieme a servizi concreti come il trasporto sociale e i voucher per la frequenza di asili nido, anche privati e fuori territorio.
Particolare attenzione è stata rivolta al nido comunale "Girasole": oltre alla prossima apertura della nuova sezione lattanti (sotto i 12 mesi), l’amministrazione ha deciso di ridurre le rette del 20%. Per gli adolescenti, invece, il riscatto passa attraverso percorsi di cittadinanza attiva come "Ci sto? Affare fatica!" e il bando "Oltre la campanella". L’obiettivo resta chiaro: trasformare il welfare in un investimento sul futuro della comunità.
Servirebbero delle risorse specifiche?
Noi cerchiamo di lavorare con continuità ampliando il numero di cittadini che possono accedere ai servizi, non trascurando l'aspetto principale e più importante della nostra mission che è quello di supportare la persona ed accompagnarla all'uscita dallo stato di fragilità, perché possa ripartire in autonomia e se può più motivata e forte di prima.
Quale il contributo del volontariato sociale?
A Cadoneghe le associazioni sono sempre state attive in questo senso: abbiamo una collaborazione molto positiva con la Caritas per interventi economici, la spesa solidale, l’Auser si occupa del trasporto assistito, presso il nostro Centro Spinelli ci sono spazi dedicati per aiutare le famiglie che assistono anziani con demenze. Tutte le associazioni rispondono alle nostre sollecitazioni e inviti a momenti di confronto anche su temi forti come la violenza sulle donne e l’impegno per stare accanto a chi è più fragile.
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