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Il sorriso che cura: nuove iniziative di umanizzazione al Day Hospital Oncologico di Montebelluna

Massaggi, trucco e supporto psicologico per le pazienti in trattamento oncologico

Il sorriso che cura: nuove iniziative di umanizzazione al Day Hospital Oncologico di Montebelluna

Le immagini sul posto

Un ospedale che non è solo un luogo di cura fisica, ma anche di benessere emotivo e psicologico. È questa la filosofia che anima l'Unità Operativa di Oncologia dell'ospedale di Montebelluna, diretta dal dottor Giovanni Vicario, che ha lanciato una serie di iniziative per umanizzare ulteriormente l'esperienza dei pazienti oncologici.

Sono entrata triste, ma sono uscita con il sorriso”, raccontano le pazienti che, grazie alle nuove attività proposte, hanno potuto vivere un'esperienza terapeutica che va oltre la somministrazione dei farmaci. L'ospedale, infatti, non è solo un luogo dove si ricevono le cure mediche, ma diventa anche uno spazio di supporto emotivo, grazie a massaggi, trucchi personalizzati e momenti di condivisione. “Sono uscita cambiata, truccata e su di morale”, testimoniano altre pazienti, sottolineando come queste piccole attenzioni abbiano avuto un grande impatto sul loro benessere psicofisico.

Nel 2025, l'ospedale di Montebelluna ha seguito 1389 pazienti, con 320 nuove persone che si sono aggiunte al programma di Day Hospital oncologico, con 3094 visite di controllo e 2613 chemioterapie infusionali per 316 pazienti attivi.

Un'assistenza a tutto tondo

L'assistenza al Day Hospital oncologico non si limita alle sole terapie mediche. Grazie ai Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM), i medici di Montebelluna collaborano costantemente con l'ospedale HUB di Treviso per garantire le migliori cure, velocemente. Inoltre, la rete di supporto con il territorio è fondamentale: i medici di medicina generale seguono i pazienti a domicilio per gestire le terapie, riducendo i viaggi in ospedale. La collaborazione con il Nucleo Cure Palliative permette di supportare i pazienti nella gestione del dolore e a casa. Il volontariato è anche in prima linea: la LILT si occupa del trasporto dei pazienti verso la Radioterapia, mentre la psico-oncologa offre un supporto emotivo in reparto.

Umanizzazione e nuove iniziative

Il progetto “Esteticamente DH”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Altre Parole ETS, è uno degli esempi di come la cura possa estendersi anche all'aspetto estetico e psicologico delle pazienti. Ogni mese, le donne in trattamento oncologico possono partecipare a laboratori di estetica oncologica, durante i quali parrucchiere ed estetiste specializzate le aiutano a gestire gli effetti collaterali delle terapie, come la perdita dei capelli, offrendo anche momenti di relax.

“Presto intensificheremo la nostra collaborazione con la Fondazione Altre Parole”, annuncia il dottor Vicario, “introdurremo due nuove iniziative: uno sportello di educazione alimentare e un servizio di supporto psico-oncologico di gruppo, per migliorare la qualità della vita delle pazienti”.

Il futuro delle cure

L'obiettivo di queste iniziative è rendere il percorso di cura non solo efficace dal punto di vista medico, ma anche umano e dignitoso in ogni sua fase. “Vogliamo che ogni paziente si senta accolto, non solo come malato, ma come persona”, conclude il dottor Vicario. Un approccio che fa della cura a tutto tondo una priorità, in modo che chi affronta la malattia non lo faccia mai da solo.

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